AM ARSCH DER WELT

di Pierluigi Romeo di Colloredo Mels (1966)

Il 24 marzo, infatti, il generale Anders con il colonnello Wisniowski s'incontrarono con il generale Leese comandante dell'8a armata per predisporre l'attacco che ci sarebbe stato in primavera. L'8a armata avrebbe dovuto forzare il Rapido e conquistare il Monastero, dopodiché la 5a armata si sarebbe unita all'8a per mettersi in contatto con la testa di ponte alleata ad Anzio e giungere a Roma nel più breve tempo possibile.

Il generale Anders ebbe solo dieci minuti per prendere una decisione.

Consapevole che la vittoria avrebbe potuto aiutare la causa polacca e mettere a tacere la propaganda sovietica, secondo la quale i polacchi erano fuggiti dall'URSS per evitare di combattere, accettò la proposta. Come risultato il corpo più piccolo dell'8a Armata ricevette il compito più difficile: la conquista prima di Montecassino, poi di Piedimonte.

Il compito era reso ancora più arduo dal fatto che, come tutte le altre unità delle Forze Armate polacche in Occidente, il II° Corpo aveva una carenza permanente di soldati. Una delle soluzioni di questo problema fu l'arruolamento nell'esercito polacco di ex soldati della Wehrmacht: polacchi della Slesia o della Pomerania, arruolati a forza nell'esercito tedesco.

Ad aprile 1944 il II° Corpo fu rinforzato dalla 1a Compagnia Autonoma Commando, guidata dal maggiore Władysław Smrokowski che venne inserita nel II Corpo come reparto speciale, a disposizione del generale Anders. Tale Compagnia era stata la prima unità polacca ad arrivare in Italia, e alla fine del 1943, inquadrata nella 2nd Special Services brigade britannica, aveva combattuto a Capracotta sul fiume Sangro.

  • P. R. di Colloredo Mels, Am Arsch der Welt. Le quattro battaglie di Cassino: 1944, Soldiershop, Zanica 2018.

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