LE ARMI E LE PREGHIERE

di Marcella Tamburello (1983)

Non solo i tedeschi furono grati ai molisani. Ci sono altre testimonianze, alcune di queste conservate nell'archivio comunale di Capracotta, che certificano la gra-titudine di alcuni soldati verso il popolo capracottese che a loro diede ospitalità, anche se si tratta di alcuni anni dopo la guerra. Nel 1956 il colonnello del 17° Reggimento Fanteria "Acqui", Vittorio Della Peruta, così soleva esprimere riconoscenza ai molisani:

«Gli Ufficiali, Sottufficiali e Fanti del 17° Reggimento Fanteria "Acqui", medaglia d'Oro, ringraziano le Autorità e i cittadini tutti di Capracotta per la cordialissima accoglienza e per le infinite cortesie ricevute. Porteremo nel nostro cuore di soldati vivo il ricordo di questa terra generosa, ove, in serena tranquillità, abbiamo potuto temperare i nostri reparti con un proficuo addestramento. L'augurio più bello che io posso formulare a me stesso è quello di ritornare in Capracotta al comando del 17° "Acqui" il prossimo anno. Viva Capracotta e l'alto Molise».

Purtroppo però, com'è storia nota, nel 1943 Capracotta fu quasi interamente rasa al suolo dal fuoco nemico, quindi molte delle testimonianze in questione andarono distrutte e quelle rimaste sono comunque menomate.

[...] A Capracotta, come pure in tutti gli altri centri del Molise, i tedeschi lasciarono inviolati pochi edifici tra cui le Chiese, che in questo periodo, furono erette a luogo simbolo, seppur idealmente per le difficoltà che si affrontavano, di ricovero e di serenità dove trovare conforto, soprattutto morale e spirituale.

  • M. Tamburello, Le armi e le preghiere. Come il Molise visse la Seconda guerra mondiale, Volturnia, Cerro al Volturno 2014, pp. 104-105.

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