DIZIONARIO GEOGRAFICO-RAGIONATO

di Lorenzo Giustiniani (1761-1824)

Capracotta terra in contado di Molise in diocesi di Trivento, è lontana da Campobasso miglia 30, da Lucera 60, e da Trivento 16. La sua situazione è sopra di un monte, ove l'aria respirasi molto sana. Tiene non però il territorio atto alla semina, ed al pascolo degli animali. Alla distanza di un miglio dall'abitato verso settentrione vi sorge un'acqua sulfurea, della quale fanno uso gli abitanti, e quegli altresì di altri luoghi vicini, per varie loro indisposizioni. Nello stesso suo tenimento vi sono i feudi di Macchia, di Lespinote, di Spedaletto, e di Monteforte, e nelle sue vicinanze anche il feudo delle Vicende piave. Vi è caccia di lepri, capri, volpi, e similmente di molte specie di volatili.

La medesima esistea ne' tempi normanni, ma niuno monumento vi è, che riguarda la di lei fondazione.

Tralle molte terre, di cui investì il Re Alfonso nel 1457 Andrea di Ebolo, vi fu quella di Capracotta, come meglio si ravviserà nell'articolo di Civita-nova. Nel 1648 si possedea da Aurelia d'Ebolo. Nel 1669 si possedea da Francesco Candelmo. Passò finalmente alla famiglia Piscicelli.

La di lei popolazione nel 1532 fu tassata per fuochi 118, nel 1545 per 134, nel 1561 per 164, nel 1595 per 248, nel 1648 per 254, e nel 1669 per 183. In oggi ascendono al numero di circa 1.170 i suoi naturali addetti per la maggior parte all'agricoltura, ed alla pastorizia. Vi è qualche commercio con altre popolazioni, a cagione dello smercio di quelle derrate, che lor sopravanza, e per provvedersi altrove di ciò, che ad essi manca. Vi è un ospedale.

  • L. Giustiniani, Dizionario geografico-ragionato del Regno di Napoli, libro III, Manfredi, Napoli 1797, pp. 122-123.

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