UN'ESCURSIONE IN MONTAGNA

di Giacomo Albo (1871-1969)

Su, su in alto, in mezzo ai boschi, al di sopra dei mille metri sul mare, ove il fremito della foresta e lo scroscio dei torrenti sono le voci più comuni; ove le vie, non ampie non frequentate, attraversano boschi e burroni e s'inerpicano su, quasi a perpendicolo, per raggiungere le maggiori altezze; ove l'aria è pura e semplice la vita; ove il fascino della montagna si esercita singolare sull'animo umano, quivi i pensieri nascono più elevati, quivi si sente più forte il piacere della salute e della vita.

Scrivendo queste linee, ho nella mente Pescopennataro e Capracotta, due borgatelle del Molise sperdute tra foreste di abeti e di faggi secolari, alle falde di Monte Campo e di Monte Capraro. E ricordo con un senso di profonda nostalgia i magnifici boschi ove passai varie ore ed i monti più alti ed i burroni profondi e precipiti da me visitati.

Come muta la scena da valle a valle, da salita a salita: il paesaggio botanico si rinnova continuamente; le specie vegetali che nella pianura hanno maturato i loro frutti, quassù non sono ancora fiorite, e quelle che sono in fiore mutano i colori delle corolle da monte a monte, e coi colori mutano le forme e le proporzioni del loro corpo.

Le specie che vivono in pianura hanno caratteri profondamente diversi dalle specie che vivono sui monti. Eppure la differenza, spesso assai marcata, tra gli individui di una stessa specie, di cui alcuni vivono in montagna ed altri giù nel piano, non è ereditaria secondo l'affermazione di molti autori.

  • G. Albo, Un'escursione in montagna: Pescopennataro-Capracotta, Maltese Abela, Modica 1919, pp. 3-4.

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