GUERRA SEGRETA OLTRE LE LINEE

di Aldo Bertucci (1923)

 

Accanto al conciso racconto del comandante della squadra Tonin, aggiungiamo un estratto delle conversazioni a ruota libera registrate con alcuni componenti della valorosa squadra:

B. – Il nodo stradale di Capracotta ha rappresentato la punta massima della penetrazione?

Buratti – Sì. Giunti di notte sotto al paese ci siamo divisi in due gruppi, 5 a destra e 5 a sinistra per mettere sulla strada, al di qua e di là del paese una mina anticarro. La strada sterrata era stretta e quindi un passaggio obbligato anche per i carri armati che vi transitavano. Approfittando del buio e del fatto che non vi era traffico, facemmo delle buche nella strada piazzando le mine ricoprendole di terra proprio nei punti dove erano i segni dei cingoli. Ricordo che Battezzati, per completare bene l'opera, tracciò con le dita i segni dei cingoli dei carri in modo che non si notasse la terra smossa. Ci allontanammo iniziando il cammino di rientro e prima dell'alba ci fermammo nascondendoci nella macchia. Il mattino dopo udimmo una forte esplosione. Guardammo fuori dal nostro rifugio e con i binocoli vedemmo sulla strada di Capracotta un carro armato avvolto dal fumo ed inclinato sul fianco.

Tonin – Erano molto allarmati e si vedevano le pattuglie che ci cercavano in tutte le direzioni, ma non potevano trovarci in mezzo a quei rovi. La nostra marcia di rientro procedeva lenta sia per cautela e per non forzare troppo il piede di Tiberio.

  • A. Bertucci, Guerra segreta oltre le linee. I "nuotatori paracadutisti" del Gruppo Ceccacci: 1943-1945, Mursia, Milano 1995, p. 88.

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