ISERNIA: UNA PROVINCIA PER MORIRE

di Pasquale Passarelli (1943)

Per le riprese filmate di quella sorta di documentario che abbiamo in animo di comporre, daremo alcuni colpi di obiettivo a largo campo su tutta la provincia, facendo un raffronto, fugace e sommario, tra la situazione del marzo 1970 e quella del marzo 1972. Riserveremo, invece, i primi piani ad Isernia, sia perché nel capoluogo è più facile raccogliere tutte le componenti dell'evoluzione della provincia, sia perché, sui suoi sedicimila abitanti, sarà piuttosto facile condurre una sorta di indagine campione.

Fatta eccezione per il cambio delle targhe, da CB in IS, nessun grande mutamento si può notare nei comuni altomolisani in conseguenza dell'istituzione della provincia di Isernia. C'è stato, è vero, un timido affacciarsi di Capracotta alla ribalta della storia locale, ma è facile capire come esso sia dovuto più all'intraprendenza del dinamico sindaco di quel Comune che non ad un rinnovamento delle condizioni obiettive nelle quali si è costretti ad operare.

C'è stato, a Capracotta, un risveglio di attività turistiche e sportive, risveglio, però, che a solo merito di quel Comune va ascritto, visto che esso si è giovato di provvidenze e strutture che anche dalla vecchia provincia di Campobasso si sarebbero potute ottenere.

Su quella strada, poi, è stato rifatto il manto di usura, qualche ponticello è stato aggiustato, ma tutto questo rientra nel novero delle cose che, con un po' di impegno in più, dalla vecchia provincia di Campobasso si sarebbero potute ottenere, essendo essa in dovere di concederle ed i rappresentanti altomolisani altrettanto in dovere di pretenderle. 

  • P. Passarelli, Isernia: una provincia per morire, Lib. Scientifica, Napoli 1974, p. 46.

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