MICHELANGELO CAMPANELLI

(Capracotta, 10 luglio 1890 - Begliano, 3 luglio 1915)

Agronomo

Nato a Capracotta da cospicua famiglia molisana il 10 luglio 1890, compì con onore gli studi classici nel Regio Liceo Umberto I° di Napoli. Amante della vita semplice di campagna e attratto dalle bellezze naturali dei monti nativi, desiderava svolgere la sua attività nella cura dei propri campi e del miglioramento agrario della sua Provincia; e perciò s'iscrisse al R. Istituto superiore agrario di Perugia, dove riuscì ad accattivarsi ben presto, per l'assiduità allo studio e la dolcezza del carattere, la benevolenza degli insegnanti e la simpatia dei condiscepoli. Il 4 luglio 1912 si addottorò in Scienze agrarie, trattando, nella tesi di laurea, l'argomento che più lo appassionava: "Il miglioramento del bestiame nel Molise". Anche durante il servizio militare, che seguì subito dopo il periodo universitario, trovò modo di occuparsi assiduamente dei suoi studi prediletti presso il 13° Reggimento di Artiglieria campale, a cui apparteneva da volontario. Libero dal servizio militare, nel 1915 vinse il concorso al posto di Reggente la Sezione zootecnica della Cattedra ambulante di Agricoltura di Campobasso, dove iniziò la sua vita professionale. Dalle attitudini che egli dimostrava, il prof. Baldassarre, presidente della Commissione esaminatrice di quel concorso, trasse il convincimento che ​«il Molise poteva ben contare sull'opera del dott. Campanelli». Chi lo ricorda infatti, pieno di entusiasmo e di fede per la sua missione e tutto dedito al lavoro attorno ad un complesso programma di studi, di ricerche e di azione per il miglioramento del bestiame del luogo, non può non pensare al grande bene che Egli avrebbe fatto alla sua Provincia e non dolersi che una così promettente energia sia stata recisa immaturamente. Richiamato alle armi col grado di sergente nel 18° Reggimento Artiglieria campale il 10 maggio 1915, partì tranquillo col sorriso sulle labbra, abitualmente soffuso di mestizia. Il 25 dello stesso anno scrisse al Direttore della sua Cattedra, per ringraziarlo degli auguri e dargli notizia di sé e del viaggio iniziato. Poco dopo, con squisito senso di delicatezza professionale, si preoccupava di un modesto impegno assunto col prof. Pucci e pregava il suo Direttore di assolverlo per Lui, Ancora due volte, tra le fatiche e i disagi della guerra, rivolse scritti gentili al superiore... finché una sera di luglio, pervenne a questo la notizia estrema, da un concittadino del povero Campanelli, che piangendo pronunziava interrotte parole... Il dott. Campanelli era caduto il 3 lugli a Begliano, mentre da una terrazza osservava gli effetti del tiro sulle posizioni nemiche. Con lui si spegneva un animo generoso e mite, un'intelligenza viva, una grande speranza della famiglia e dell'agricoltura molisana.

  • Unione Cattedre Ambulanti d'Agricoltura, I nostri morti in guerra, Tip. dell'Unione, Roma 1921, pp. 37-39.

Restino queste pagine della mia vecchiezza impresse in memoria del mio povero figlio Michelino cui il primo irrompere de la ferocia bellica spense il sospiro al ritorno su queste natie balze montane che tanto dilesse nei vent'anni di vita.

  • L. Campanelli, Il territorio di Capracotta. Note, memorie, spigolature, Tip. Antoniana, Ferentino 1931, p. 2.

Il primo soldato capracottese morto si chiamava Giuseppe Di Tella, 35° Rgt Artiglieria, caduto l'11 giugno 1915 a Staranzano, vicino Monfalcone, in prossimità dell'Isonzo. Poco dopo, il 3 luglio, il sergente Michelino Campanelli figlio di Luigi (ex sindaco e autore de "Il territorio di Capracotta") fu colpito da una granata mentre ispezionava una postazione. Ne seguirono poi molti altri. L'ultimo caduto fu Pasquale Di Nucci, morto per malattia nel dicembre 1918 e sepolto nel cimitero comunale di San Candido. Le comunicazioni di morte (in combattimento, a seguito di ferite o per malattia) così come di disperso in combattimento venivano trasmesse al Comune di residenza delle vittime; le autorità locali trasmettevano poi la notizia ai familiari. Accadeva a volte che in caso di disperso in combattimento la dichiarazione di morte presunta avvenisse a distanza anche di qualche anno; questa dichiarazione risultava essere di fondamentale importanza sia ai fini pensionistici per la famiglia del caduto che per la vedova di guerra in caso di nuovo matrimonio. A tale proposito è stata rinvenuta una richiesta di F. C., vedova di V. M., scomparso nel corso del combattimento del 1° agosto 1915 sul Monte Sei Busi, dichiarato irreperibile e presunto morto, per ottenere dal Presidente del Tribunale di Isernia dichiarazione di morte presunta del marito al fine di poter contrarre nuovo matrimonio.

  • V. Di Nardo, Capracotta e la memoria della Grande Guerra: 1916-2015, Capracotta 2016, p. 73.

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