IL MIO LIBRO PAESANO

di Luigi Gamberale (1840-1929)

Questa lettera è di un uomo franco, però Don Bernardo era anche lui un noto borbonico; anzi uno scartafaccio, che avrò occasione di citare quando parlerò di Giuseppe Tamburri, dice che i membri Agnonesi della Commissione per gli attendibili avevano fatto alleanza con Bernardo Falconi, con Berardino Conti di Capracotta e con Federico del Monaco di Vasto Girardi. Monsignore, quando ebbe la lettera del fratello, cominciò a sbraitare che lui era lui, che non si sarebbe diviso dal Marinelli, che nessuna mi-naccia lo avrebbe intimidito. E forse era sincero in queste dichiarazioni, non perché stimasse molto la compagnia del Marinelli o perché volesse opporsi ad una sopraffazione, ma per vanità e perché tutti si fossero convinti che la sua potenza era proprio sua, e così grande, da non tener conto nemmeno dei consigli delle persone di gran riguardo!

  • L. Gamberale, Il mio libro paesano, Sammartino e Ricci, Agnone 1915, p. 73.

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