IL MOLISE

di Francesco Jovine (1902-1950)

Ma nell'antichità diversa era la distribuzione e l'importanza dei nuclei di vita associata e non sempre ai più importanti centri antichi corrispondono attualmente altrettanto importanti agglomerati civici. Lungo il fluire dei secoli e attraverso le vicende della storia si ebbero trasposizioni e decadimenti, tanto più notevoli in quanto la regione fu teatro di aspre lotte e invasioni rovinose. Dai più remoti confini della storia si affacciano vetusti monumenti sparsi dappertutto nella terra molisana: sono gli avanzi, talora assai notevoli, di mura di cinta a struttura poligonale - le cosiddette mura ciclopiche o megalitiche o pelasgiche - che ancora si vedono a Letino, a Castel Romano, a Venafro, a Isernia, nei pressi di Carovilli, di Sepino e di Pietrabbondante e a Civitella presso Campochiaro, oppure sono le testimonianze delle antiche civiltà frentane, sannitiche e campane raccolte nei musei di Campobasso, di Venafro, di Isernia, e di Baranello, mentre al British Museum di Londra è emigrato da Capracotta il preziosissimo bronzo agnonese, quella lastra bronzea con iscrizione osca e traduzione greca che servì di chiave per la decifrazione di tutte le scritte osco-sannite. Pare certo che, anche prima della conquista romana, piccoli centri attuali, come Boiano e Larino, siano stati città stupende, ricche di monumenti e civilissimi nei loro ordinamenti.

  • F. Jovine, Il Molise, in Touring Club Italiano, Attraverso l'Italia, vol. XIV, Bertieri, Milano 1948, p. 201.

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