PASTORAL ECONOMICS IN THE KINGDOM OF NAPLES

di John A. Marino (1946-2014)

Ranking of towns by number of sellers and by their collective wealth provides two different hierarchical principles to judge a town's role in the Foggian fair. Some towns were more pastorally oriented than others. Since the mean population of the top ten wool sellers' towns in 1670 (computed by the 1669 hearth count) was about 1,000 individuals, sheepowner power in places like Rocca del Raso, with a mean of 19 wool sellers in the fourth quarter of the seventeenth century, would have been considerable at about 10 percent of the towns' families. Similarly, other mountain towns such as Scanno, Lucoli, Pesco Costanzo, and Capracotta had large pastoral contingents. Large numbers of sellers, however, did not guarantee large amounts of wool produced and sold. In 1670, Scanno ranked second in sellers but sixth in wool sold; in 1685, first in sellers but third in production; in 1700, fifth in sellers with ten, but only thirteenth in production with 1,299 rubbi. Scanno's numerous sellers, as did those of Castel del Monte and Calascio, dealt exclusively in black wool, which was produced in smaller quantities and sold at lower prices. A sharp dichotomy existed between the many small holders from one town and the few larger holders from another. Some towns, such as the Tavoliere plain towns of Troia and San Severo, had high pastoral profiles in the 1700 accounts only because one very large seller had invested in sheep.

  • J. A. Marino, Pastoral Economics in the Kingdom of Naples, Johns Hopkins University Press, Baltimore-London 1988, pp. 217-218

L'ECONOMIA PASTORALE NEL REGNO DI NAPOLI

trad. di Luigi Piccioni (1959)

L'ordinamento delle città per numero di venditori e per ricchezza collettiva fornisce due princìpi gerarchici per giudicare il ruolo di una città nella fiera di Foggia. Alcune città avevano un orientamento pastorale più accentuato di altre. Dato che la popolazione media delle prima dieci città venditrici di lana nel 1670 (calcolata sulla numerazione dei fuochi del 1669) era di circa 1.000 individui, il potere dei proprietari di pecore in località come Roccaraso, con una media di 19 venditori nell'ultimo quarto del XVII secolo, sarebbe stato considerevole, potendo contare sul 10% delle famiglie cittadine. Analogamente, altre città di montagna come Scanno, Lucoli, Pescocostanzo e Capracotta avevano grandi contingenti pastorali. Un gran numero di venditori, in ogni caso, non era di per sé garanzia di grandi quantità di lana prodotta e venduta. Nel 1670 Scanno risultava seconda per quanto riguardava i venditori, ma sesta per la quantità di lana venduta; nel 1685 essa era la prima per venditori, ma terza per produzione; nel 1770 quinta per venditori (dieci), ma solo tredicesima per produzione con 1.299 rubbi. I numerosi venditori di Scanno, come pure quelli di Castel del Monte e di Calascio, trattavano soltanto lana nera, che era prodotta in piccole quantità e venduta a prezzi più bassi. Esisteva dunque una netta dicotomia tra i molti piccoli proprietari di una città e i pochi grandi di un'altra. Alcune città, ad esempio le città di pianura del Tavoliere come Troia e San Severo, avevano un profilo pastorale molto alto nei libri contabili del 1700 solo perché un singolo grande venditore aveva investito nell'armentizia.

  • J. A. Marino, L'economia pastorale nel Regno di Napoli, trad. it. di L. Piccioni, Guida, Napoli 1992, p. 376.

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