PICCOLI MUSEI D'ITALIA

di Francesco Romagnuolo

Una pecora azzoppata o comunque malandata, seppure a malincuore, veniva macellata e cucinata con pochi ingredienti: una cipolla, un po' d'acqua, qualche erba aromatica, un recipiente di rame, il fuoco e un panno di lino, la pezza, che nelle molte ore di cottura serviva ad assorbire il grasso in eccesso. E fu La Pezzata. Un piatto povero ma gustosissimo e carico di storia che Capracotta, terra di pastori transumanti da oltre due millenni, celebra ogni prima domenica d'agosto nella splendida radura di Prato Gentile, a quasi 1.600 metri di quota. In questa occasione, turisti provenienti da tutto il Centro-Sud gustano l'agnello locale, il vino, l'aria fresca e la famosa pecora bollita. Ma pochi pensano ai pastori, alla transumanza e allo spessore culturale, economico, sociale e storico della Pezzata.

  • F. Romagnuolo, Piccoli musei d'Italia, Lalli, Poggibonsi 1994, p. 254.

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