LA REAZIONE

di Stefano Jadopi (1813-1870)

Il governo provvisorio d'Isernia era stato notiziato che le sue fila avevano secondato la reazione in altri luoghi del Distretto. In effetti il Duca di Pescolanciano, stato in Isernia, ove aveva conferito coi Signori Melogli, de Lellis e Vescovo nei giorni 2 e 3 ottobre, tenendosi studiosamente occulto nella sua permanenza, di ritorno reazionava quel Comune con Pietrabbondante, Chiauci, Carovilli, Civitanova, a' quali il suo Segretario Giovanni Cece di Napoli portava ordini e relazioni. In Carpinone sedata la prima fu mossa la seconda reazione da Gaetano Fazio, Michelangelo Clemente supplente al giudicato, ed i costui nipoti Carnevale, Raffaele, e Giacinto, Giovanni Jamurri, e Giovanni Tamasi di Salvatore, e Pietro Venditti che in una sua supplica a Re Francesco palesava le enormezze eseguite per incendî, uccisioni, saccheggi, chiedendo compensi; e Re Francesco di carattere proprio ne decretava informazioni per la risulta. Noi non la trascriviamo per essere stata resa di ragion pubblica dalla stampa coll'altre di Ciurcio e Senape d'Isernia, le quali han mostrato all'Europa i mezzi che il Borbone adoperava per rimettersi in trono. Per Macchia d'Isernia sostenne la reazione Costanzo Renzi: in Roccasicura Santronino Lacroce ed Antonino Siraco; e per Monteroduni un tale Saggese ed altri; come per Capracotta Eustachio Monaco voluto dipendente di Vincenzo Cimorelli d'Isernia.

  • S. Jadopi, La reazione avvenuta nel distretto d'Isernia dal 30 settembre al 20 ottobre 1860, Stamp. Nazionale, Napoli 1861, pp. 27-28.

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