VOLONTARI DI PACE NELL'INFERNO DI MONTECASSINO

di Stefano Bruno Galli (1966)

L'impatto dei volontari con l'ambiente naturale delle zone a ridosso della Linea Gustav, tra le ultime propaggini dell'Appennino Abruzzese, il Sannio e il Matese, fu davvero significativo e li impressionò molto dal punto di vista paesaggistico. Pochi giorni prima del Natale 1943, Oliver Barres, membro della 567ma Ambulance Car Company, scrisse ai genitori da Capracotta:

«La nostra vallata è chiazzata di alberi color rame, disseminata di casolari d'un bianco tenue e di piccoli e compatti villaggi, solcata da tortuose e polverose strade e alimenta la leggenda di un fiume che il soldato tedesco non avrebbe mai attraversato, quest'inverno, senza aspettare il soldato inglese. La nostra vallata è larga circa tre miglia. Alle sue spalle, il possente Appennino in lunghezza e altezza. Grandi colline nere sono seguite da cerchi concentrici di montagne imbiancate di neve che emergono come iceberg quando la nebbia riempie la valle, circonda e copre le creste montuose al mattino presto e nel tardo pomeriggio. Montagne, foreste, neve: questo è un ideale paesaggio alpino».

La lettera si chiude con un'annotazione poetica: «Passeremo un bianco Natale qui a Capracotta! I primi fiocchi di neve si sono attaccati al terreno. Presto le strade fangose, i boschi ramati, i villaggi fantasma nella vallata e i campi e le pareti delle montagne saranno ammantate da un candido e bianco strato nevoso. Gli abitanti dei boschi vagheranno in cerca di una preda non lontano dagli odori emanati dai nostri fuochi e noi sentiremo il loro ululato per tutta la notte. Questo è il Natale sulla Linea Gustav».

  • S.B. Galli, Volontari di pace nell'inferno di Montecassino, in M. Antonioli e A. Moioli, Saggi storici. In onore di Romain H. Rainero, Angeli, Milano 2005, pp. 328-329.

© 2014-2020 Letteratura Capracottese di Francesco Mendozzi

Via San Sebastiano, 6 - 86082 Capracotta (IS)

*** Contattami ***