CALZELLA CARFAGNA

(Capracotta, 1469 - Volterra, 1530)

Capitano ​generale delle artiglierie di Carlo V

A parte Sarmenti primum omnium Calcella Apulus tormentorum magister, molas frumentarias paucis ictibus disiecit, atque ita perfregit, ut decurrentis aquæ profluentem quo machinæ molæque vertebantur, & fossæ demum oppidi implebantur, opposito aggere lævorsum diverteret, & fossa proinde totius aquæ copia solito flumine destituta siccaretur, Hispanique milites illac se irrupturos considerent. [...] His præliis multi viri fortes desiderati sunt, & in primis ipse tormentorum magister Appulus Calcella, quo nemo eius artificii peritior habebantur, ut qui Antonio Levæ mirificam operam superioribus bellis navasset. Interfectus etiam est Donatus Tranius, qui eius artis commendatione in Calcellæ locum successerat.

  • P. Giovio, Historiarum sui temporis, Laurentii Torrentini, Florentiæ 1552, pp. 127-131.

Nelli medesimi tempi visse ancora Calzella Carfagna Capitano di gran valore, il qual mentre serviva l'imperador Carlo V, nell'ufficio delle artigliarie, fu chiamato da Papa Clemente VII che lo creò Prefetto, e general Capitano di tutte l'artegliarie, machine, e monitioni da guerra dello Stato Ecclesiastico a tempo che teneva l'esercito in Toscana contra Fiorentini, come si vede in un ampissimo Breve, che ne li spedì in Bologna alli 8 di Novembre 1529 sub anulo Piscatoris, che da suoi discendenti in Capracotta si conserva nel cui principio è «Dilecto filio Calzellæ de Carphaneis nostro, & Sanctæ Romanæ Ecclesiæ Tormentorum bellicorum, seu Artelleriarum Præfecto, seu Capitaneo Generali». E poi oltre altre vi inserisce con sua non poca lode «Nemo se nobis obtalis nec aptior, nec magis dignus, quam tua devotio, cui curam huiusmodi demandaremus, quiq. maiori cum studio, fide, ac peritia cum nobis, tum Serenissimo ipsi Cæsari sis satisfacturus, cuius quidem Serenitas & si te à se demoveri, tuoque ministerio tam egregio, & fido si aliqua ex parte privari ab alijs non facilè pateretur, pro eo tamen benevolentia, & amicitia vinculo, quod inter eam, & nos intercedit, proque perpetuo eius nobis, & S. Rom. Ecclesiæ, cuius optimum, & observantissimum filium se præstat gratificandi studio libenter permisit, ut nos quoq. & eadem Ecclesia hos tuæ virtutis fructus perciperemus». Da questo si vede, che pe'l suo molto sapere, e virtù fu carissimo alli due supremi Capi della Christianità, i quali sapendo ben conoscere i meriti delle persone, facevano elettione de i migliori, che trovar si potessero per lor servigio. E mentr'egli perseverava in si degno carico, venne a morte nell'assedio di Volterra in Toscana, come riferisce il Giovio, che ne fa honorata mentione.

  • G.V. Ciarlanti, Memorie historiche del Sannio, Cavallo, Isernia 1644, pp. 467-468.

Lo Stemma de' discendenti da Calzella Carfagna essendo inquartato mercè il Palo, e la Fascia, nel quarto destro verso il Capo aveva un Compasso per proprio Blasone, e nel sinistro un Leone in piedi con un mazzetto di Rose fra le Zampe Blasone della estinta Famiglia Verderosa.

  • D. Ciociola, Montella: saggio di memorie critico cronografiche, Cianciulli, Montella 1877, p. 186.

Il più chiaro della stirpe, e valoroso nel mestiere delle armi. Egli militava nell'esercito imperiale, e tanto vi si era distinto per abilità tattica ed esercizio di comando, che il papa Clemente VII, avendolo conosciuto personalmente a Bologna nel 1529 in occasione della coronazione di Carlo V colà celebrata nel febbraio dell'anno successivo, con decreto da Bologna datato nel novembre, lo nominò Prefetto e Capitano Generale delle artiglierie accampate contro Firenze. Paolo Giovio attesta che il Carfagna perì nell'assedio di Volterra.

  • G. Masciotta, Il Molise dalle origini ai nostri giorni, vol. III, Di Mauro, Cava de' Tirreni 1952, p. 152.

Intitolazioni a Calzella Carfagna:

  • Via Calzella Carfagni, Montella (AV);

  • Via Carfagna, Capracotta (IS).

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