CAPRACOTTA, LA FESTA DELLA PEZZATA

di Tarquinio Del Matto

Sull'acrocoro di Monte Campo, nell'Appennino Altomolisano, a 1421 metri sul livello del mare, sorge Capracotta, uno degli otto o dieci Comuni italiani posti a livello delle nuvole.

Ad altitudini superiori, sulle Alpi, vi sono parecchi altri nuclei abitati ma nessuno di essi raggiunge i 1000-1500 abitanti. Qualcuno, anzi, come Moncenisio, a metri 1461 sul livello del mare tocca appena i 60 abitanti. Non possiamo quindi considerarli veri e propri comuni. Gli unici agglomerati urbani, sulle Alpi, sufficientemente popolati per poterli definire comuni stratosferici sono: Cogne, in provincia di Aosta, ab. 1898, alt. 1534, e Livinnalongo Col di Lana, in provincia di Belluno, ab. 1879, alt. 1475.

Se poi fermiamo la nostra attenzione sui Capoluoghi di Mandamento troviamo che quello più alto d'Italia è proprio Capracotta, che con i suoi 3201 abitanti, è senz'altro il più grosso Comune stratosferico d'Italia.

Nel 1872 il paese contava 3238 abitanti. Possiamo quindi concludere che il triste fenomeno dello spopolamento dell'Appennino non ha troppo danneggiata Capracotta che ha presso a poco conservato lo stesso numero di anime non ostante le proibitissime condizioni di vita che ne rendono addirittura polari i lunghi mesi d'inverno.

Fatta questa breve presentazione del paese, ed attribuitagli la palma del più popoloso Comune Stratosferico d'Italia, passiamo a darne una idea più esatta dal punto di vista storico-geografico e climatico-turistico.

  • T. Del Matto, Capracotta, la festa della Pezzata, in M. Gastaldi, L'Italia Centrale, Meridionale e Insulare viste da centinaia di poeti e scrittori italiani contemporanei, Gastaldi, Milano 1967, p. 211.

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