CARMINE DI IANNI

(Capracotta, 28 maggio 1933 - Roma, 8 maggio 2003)

Avvocato e sindaco di Capracotta

In un paesetto poverissimo dove un tomolo di terra costa trentamila lire ma nessuno lo compra, la spesa dello spartineve è stata per sedici anni un'emorragia di milioni. L'anno scorso, durante il Natale, centinaia di studenti, operai, impiegati venuti per le feste, non potendo rientrare, organizzarono una manifestazione di protesta ma il comune non si piegò: se la prefettura garantisce il rimborso - disse il sindaco Carmine di Ianni - lo spartineve e gli spalatori escono, altrimenti il paese continuerà a rimanere isolato. La prefettura intervenne, il varco fu aperto.

  • C. Guarino, Da anni isolato dalla neve un comune del Molise, in «Corriere della Sera», Milano, 17 dicembre 1967, p. 17.

Nell'aprile del '60 era sindaco Vittorino Conti ed erano gli ultimi mesi del suo mandato. Infatti a novembre subentrò il sindaco Carmine Di Ianni. L'idea quindi, che fu lanciata dall'amministrazione Conti, fu raccolta e seguita, con impegno, dall'amministrazione Di Ianni. È da dire che Michele Conti fu partecipe del progetto a cavallo delle due amministrazioni. Infatti, durante l'amministrazione uscente, se ne occupò, perché delegato da Vittorino a rappresentarlo a Roma nei vari uffici ministeriali, ma anche nella qualità di corrispondente del quotidiano "Il Tempo", raccontando entusiasticamente le iniziative in atto per lo studio della realizzazione della funivia. Continuò ad occuparsene ancor di più e direttamente, successivamente, in qualità di vice sindaco nella subentrata amministrazione Di Ianni. Fu una staffetta utile per portare avanti il progetto. [...] È da premettere che in questo periodo, con abbondanti nevicate e difficoltà di accesso al paese, ci si preoccupò di studiare la costruzione di impianti a fune, prioritariamente per risolvere i problemi di viabilità, e col pensiero ri-volto sempre all'aspetto turistico-sportivo. Subito dopo l'arrivo della lettera di Adone Plattner, il sindaco lo invitò per un sopralluogo a Capracotta per definire in linea di massima le scelte da operare. Il sopralluogo fu svolto il 7 giugno 1960 dall'ing. Arturo Tanesini di Bolzano, collaboratore e progettista dello stesso Adone Plattner. La prima idea fu quella di costruire una funivia da Castel del Giudice a Capracotta, unicamente per i collegamenti con il fondovalle.

  • M. Potena, Fuoripista. Memorie, testimonianze e documenti sullo sci alpino a Capracotta, Patriarca, Agnone 2011, p. 34.

Anche il notaio Michele Conti (1936) si è cimentato con la scrittura e nel 2016 ha realizzato una retrospettiva della propria attività politica, che prese il via nel 1960 quando comparve sulla scena politica capracottese la lista Abete - in contrapposizione alla stantia lista Dc -, capeggiata da tre giovani neolaureati: Carmine Di Ianni (1933-2003) candidato sindaco, Vittorio Giuliano (1934) e lo stesso Conti. Inutile dire che la lista dei tre fu eletta con un plebiscito di voti. Di Michele Conti abbiamo scelto un passaggio che sentiamo di condividere in pieno, idealmente, culturalmente e politicamente: «Ai residenti rivolgo la raccomandazione che, ciascuno per la sua parte, per piccola che sia, ci creda, mostri fiducia e incrementi la sua attività. Smettiamola di considerarci penalizzati e quindi meritevoli di un premio risarcitorio per il fatto di vivere a Capracotta. Torniamo veramente all'antico, sentiamoci orgogliosi di vivere qui e consideriamo la nostra presenza non come una penalizzazione, ma come una gratificazione. Ai non residenti raccomando di non guardare da lontano e con sufficienza il piccolo paese, anche perché, forse, proprio perché visto da lontano appare più piccolo di quanto non sia effettivamente. L'ampliamento di orizzonti e di esperienze da loro conseguito, potrà essere molto utile se impiegato con senso di umiltà e con spirito di sincera collaborazione. A tutti rivolgo l'invito ad operare in concordia e con unità di intenti. I risultati non potranno mancare».

  • F. Mendozzi, Guida alla letteratura capracottese, vol. II, Youcanprint, Tricase 2017, pp. 256-257.

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