DIEGO DI CIÒ

(Capracotta, 1770 - Atessa, 1843)

Medico e ​giudice di pace di Capracotta

Si tratta di due medici, nominati giudici di pace nel 1809 e nel 1810 nella propria città di origine ed attivi entrambi fino a tutti gli anni venti del secolo. Il primo, Diego Di Ciò, era nato a Capracotta in Molise nel 1770. Nel 1809, a 39 anni, fu nominato assistente del giudice di pace di Vasto, nella medesima provincia. Fino a quel momento, la sua professione era stata quella medica: «ma, dotato dalla natura di vivi e felici talenti», si era dedicato «anche a quella legale». Subito dopo la nomina, Diego Di Ciò venne trasferito nella sua città, dove rimase a lungo, fino al 1822. Quell'anno, la commissione incaricata di vegliare sulla condotta dei giudici locali e di proporne la riconferma o la destituzione, suggerì che il giudice Di Ciò venisse allontanato da Capracotta, per la deferenza mostrata nelle cause ad amici e parenti. Fu quindi destinato al circondario abruzzese di Villa Santa Maria, in provincia di Chieti; da qui, pochi anni dopo, passò a quello di Atessa, nella medesima provincia, dove probabilmente si concluse la sua carriera: le ultime notizie che ne abbiamo sono del 1829, poiché dopo questa data egli non compare più nelle liste della magistratura locale. Una carriera lunga, durata vent'anni, nonostante fosse entrato in servizio ad un'età matura, e con alle spalle una professione che probabilmente continuò ad esercitare finché rimase nella sua città. L'ipotesi che un medico, nominato giudice di pace, potesse continuare ad esercitare un'altra professione anche quando quella carica aveva definitivamente perso la sua connotazione laica, viene confermata dal secondo caso riportato dalle fonti biografiche.

  • C. Castellano, Il mestiere di giudice. Magistrati e sistema giuridico tra i francesi e i Borboni, Il Mulino, Bologna 2004, pp. 164-165.

Occorre ricordare  che, per la prima volta, all'inizio ed alla fine dell'Ottocento furono effettuate dalle Autorità governative due distinte inchieste che riguardarono la situazione socio-economica delle province del Mezzogiorno, tra cui anche quella del Molise. La prima disposta nell'anno 1811 da Gioacchino Murat, durante il decennio di governo francese, ed affidata al medico Diego di Ciò per il Circondario di Capracotta, mise in luce le insoddisfacenti condizioni di vita evidenziando che «negli stessi abituri conservansi dalla maggior parte de' polli; nelle case rurali delle pecore, capre, ed altri animali di simil sorta»; la seconda realizzata dal governo italiano nel 1891, dopo pochi decenni dalla raggiunta unità nazionale, confermò che, nel piccolo borgo montano, persisteva la situazione di grave arretratezza rilevata all'inizio del Secolo.

  • A. Battista, Capracotta e l'Unità d'Italia, One Group, L'Aquila 2011, pp. 12-13.

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