DIETRO IL SIPARIO

di Enrico Improta

Nella tua città avete una zona di nome Colli Aminei. Un nome coniato in tempi antichi per la bellezza dei luoghi, adibiti ad orti e ricercati anche come zona di villeggiatura. Questo posto colpì il popolo napoletano che lo definì Colli Ameni, da cui per deformazione ne derivò il nome attuale. Un'altra interpretazione fa risalire il nome Aminei ad una popolazione della Tessaglia che colonizzò la zona nel periodo dorico, impiantando vigneti che producevano un famoso vino: vino aminei, che i romani chiamarono Falerno. Potremmo continuare per ore, giorni, forse anni ma la risposta sarebbe sempre la stessa: dovete convertirvi, ma non tu o i napoletani, ma il mondo intero. Mi sono rivolto a te perché il napoletano ha un qualcosa che gli altri posseggono in maniera minore: il cuore. Nel mondo vi sono paesi che hanno nomi strani, te ne dirò solo qualcuno del territorio italiano. Sono nomi strani, ma sono conosciuti in questa maniera, sicuramente da un napoletano sarebbero stati sicuramente cambiati, addolciti, per renderli più belli.

C'è:

Paperino a Prato, Fiumelatte a Como, Occhiobello a Rovigo, Donnadolce a Ragusa, Femminamorta a Pistoia, Purgatorio a Trapani, Buonvicino a Cosenza, Campodimele a Latina, Pocapaglia a Cuneo, Belsedere a Siena, Casa del Diavolo a Perugia, Altolà a Modena, Lunamatrona a Medio Campidano, Strangolagatti e Frosinone, Golasecca a Varese, Larderello a Pisa, Capracotta a Isernia, Portobuffolà a Treviso, Monte Vidon Combatte a Fermo e La California a Livorno.

  • E. Improta, Dietro il sipario. La deriva dei popoli, Booksprint, Buccino 2018.

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