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DOLOMITI

di Paolo Paci (1959)

Alcuni di questi film furono un fallimento. Accadde nel 1957, quando John Huston avrebbe dovuto girare Addio alle armi, con un Rock Hudson al massimo della celebrità, affiancato da Vittorio De Sica e Alberto Sordi; duecento autocarri e quaranta pullman invasero le strade innevate di Misurina per portare le centinaia di comparse e i 3.000 fucili '91 concessi dal ministero della Difesa, ma Huston non si trovava più: aveva litigato con il produttore, il celebre David O. Selznick, ed era scomparso. La regia fu poi affidata a Charles Vidor, che ne fece un polpettone troppo costoso e dagli incassi deludenti. Selznick ci si giocò la carriera.

Un grandissimo successo furono invece gli altri film che la coppia De Sica-Sordi girò a Cortina. Sempre nel 1957 Il conte Max (regia di Giorgio Bianchi, rifatto da Christian De Sica nel 1991), in cui Alberto, un giornalaio romano, si scambia di ruolo con un nobile decaduto, che gli insegna a giocare a bridge e a muoversi nel mondo dorato dei ricchi villeggianti. Memorabile il loro scambio di battute:

Conte – Hai già scelto il posto dove passare Capodanno?
Alberto – A Capracotta.
Conte – A Capracotta? Mai sentito nominare.
Alberto – È il paese de nonno… lo chiamano la piccola Cortina degli Abruzzi... le assicuro signor Conte che è una vera Cortina in miniatura.

  • P. Paci, Dolomiti: lo spettacolo infinito. Dal Cadore a Cortina d'Ampezzo fra alpinismo e mito olimpico, Corbaccio, Milano 2025, pp. 24-25.

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