FORTUNATO CONTI

(Capracotta, 26 novembre 1822 - Napoli, 17 giugno 1865)

Medico​ e patriota

Ma nel nostro paese, nessun ricordo si ha di Fortunato Conti, di questa figura che, attraverso il tempo, getta un riflesso d'ideale sull'animo de' suoi concittadini e spicca in un contrasto di luce e d'ombre, tanto più marcato, quanto più balza vigorosa dall'uniformità grigia della folla. Si ripari al torto, e il 17 giugno, o il 22 novembre di ogni anno, nelle pubbliche scuole, si ricordi ai giovanetti il nome di lui, e si incitino ad onorarne la memoria con tenero rispetto. Per l'esempio del sacrificio compiuto gli si renda, dopo 37 anni, la meritata giustizia, e sui regni rovinati e sulla dispersa oppressione straniera non s'imprima più il bollo dell'odio; ma non perciò si cancelli dalle nostre menti e da quelle delle future generazioni le lacrime e il lutto che costarono alla patria la persecuzione e le galere borboniche, il piombo austriaco e la mannaia papale. Sulla facciata dell'edificio scolastico gli si ponga un riverente ricordo, perché nella religione delle memorie si ritempra e rinvigorisce lo spirito dei popoli, ricordo che dirà, come anche sui nostri monti, non si oblia chi serve la patria con grande affetto e con grande abnegazione. Forse a questa idea non mancheranno nel paese positivisti pedantemente savi, che sentenzieranno contro la quantità dei monumenti che si fanno in Italia, e che si vorrebbero riservati ai pochissimi maggiori uomini. Certamente ogni esagerazione è censurabile, ed esagerazione è il dare agli uomini e ai fatti loro proporzioni maggiori del vero, benché fra esagerazione ed esagerazione, preferibile sia quella che eleva e ingrandisce, perché generosa e feconda, all'altra che si studia d'impicciolire e abbassare, e che, come la siccità, isterilisce e brucia. Ma se, non passando i limiti del vero, ricordiamo i nostri uomini benemeriti, chi dà diritto a supporre che questo si faccia a scopo di vanità, e non a conforto di sentimenti superiori?

  • R. Conti, Osservazioni intorno alle "Notizie del territorio di Capracotta" raccolte da Luigi Campanelli - Alcuni cittadini del Comune di Capracotta nella storia del Risorgimento italiano, Alterocca, Terni 1902, pp. 71-72.

Le riunioni segrete del gruppo massonico capracottese avevano luogo alla Casa della Madonna, dov'è oggi l'Asilo Infantile, e della bandiera chiamata della Giovine Italia, conservasi ancora in una sala del Circolo dell'Unione, un lembo lacero e scolorito, qual glorioso ricordo de' padri nostri liberali. E degno di memoria è che di tutti i liberali capracottesi, il più insigne fosse il D. Fortunato Conti per l'efficacia della sua opera. Il Conti è seppellito a Poggioreale nel recinto degli uomini illustri. E cosa notevole, qui, come in parecchi paesi del Molise tutti, anche il clero mostrò alti sensi di patriottismo. Ed oltre il canonico D. Michelangelo Campanelli, già citato, l'arciprete prof. D. Filippo Falconi in cui dottrina ed ingegno sono pari alla nobiltà dell'animo e alla santità della vita, predicò in chiesa e in piazza a quei giorni luttuosi contro l'esoso governo borbonico.

  • O. Conti, I moti del 1860 a Capracotta, Pierro, Napoli 1911.

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