FRANCESCO RUSPOLI

(Roma, 23 febbraio 1899 - 27 ottobre 1989)

VIII principe di Cerveteri

Don Francesco Ruspoli ha 89 anni e un aspetto da sessantenne grazie al fisico asciutto e alla pelle rosea e liscia. Si scusa di ricevermi così, cioè senza cravatta, con immacolati pantaloni di lino e una camicia pure di lino candido. Sicuramente in lui ogni durezza guerriera è scomparsa lasciando il posto a dei soffici modi mondani, arrotondati da un morbido accento romanesco. Dice che uno dei pochi vantaggi della sua età è che ora quando va ai cocktail può rimanere seduto anche in presenza di una donna perché ogni volta che accenna ad alzarsi le signore subito lo supplicano di non disturbarsi. Prima di venire a Vignanello ha passato un periodo di vacanza ad Ansedonia: «Lì abbiamo un piccola casa con la piscina, ma non c'è niente da fare tutto il giorno. Mia moglie mi esortava sempre a distendermi a riposarmi, ma io le ho detto: senti, fra un po' mi distendo del tutto, non mi vanno per niente 'ste prove generali». I ricordi di vacanza di don Francesco sono legati, fin da quando era un bambino, alle battute di caccia. Lui li rievoca gentile ma sbrigativo, con il tono riduttivo di chi non capisce perché ci si interessi a certe cose. Per lui non hanno fascino: le ha vissute, erano prerogative scontate della nobiltà. «Mio padre era un gran cacciatore, io ho preso un fucile in mano quando avevo sette anni a tredici ho ucciso il mio primo cignale (dice proprio così, cignale). Quando ero più piccolo andavamo d'estate a Capracotta in Abruzzo. Facevamo un pezzo di strada in treno sulla linea Carovilli-Agnone, poi prendevamo la diligenza a cavalli. A Capracotta ci arrampicavamo su per Montecampo che era un posto di caccia alle pernici, ora invece c'è la strada asfaltata e il monte è tutto coperto di case». Gli chiedo se questi che mi sta raccontando sono per lui ricordi piacevoli. Don Francesco fa spallucce: «Eh, piacevoli! Piacevoli finché le vacanze sono state divertenti. Le dirò una cosa: con l'età la villeggiatura diventa una gran fatica. Non ci crede? Ma sì, bisogna cambiare tutte quelle piccole abitudini che fanno la vita di una persona anziana». Poi finge di preoccuparsi: «Ma davvero vuol sapere queste cose? Lei con questo articolo chissà come mi cucina».

  • D. Pasti, A caccia di cinghiali nelle terre dei principi, in «La Repubblica», Roma, 19 agosto 1987, p. 15.

© 2015-2020 Letteratura Capracottese di Francesco Mendozzi

Via San Sebastiano, 6 - 86082 Capracotta (IS)

*** Contattami ***