GIOVANNI PAGLIONE

(Capracotta, 27 luglio 1867 - 1941)

Insegnante, fotografo e fondatore dello Sci Club Capracotta

Volete avere un'idea dell'inverno di Capracotta? Mi servirò della descrizione che nel periodico "Provincia di Campobasso" ne fece il marzo ultimo l'egregio insegnante signor Giovanni Paglione, geniale autore di tutte le fotografie che qui si riproducono e delle quali io gli rendo vive azioni di grazie. ​«Nei mesi di gennaio e febbraio ultimi, dice il signor Paglione, continue bufere di nevischio, scatenatesi con inaudita violenza, hanno sepolto Capracotta sotto uno strato di neve, alto da quattro a cinque metri. Molti abitanti escono dalle finestre. Altri scavano delle profonde buche in corrispondenza degli usci di casa; buche le quali, guardate dal nuovo aereo piano stradale, sembrano pozzi. Sui tetti è accumulata una quantità enorme di neve che ne rende pericolanti le impalcature. Nelle case più elevate, la neve forma come tanti padiglioni nelle gronde. Parecchie case a un sol piano sono completamente sepolte, e vi si comunica con gallerie aperte nella neve... Dopo la caduta di tanta manna celeste, si praticano stretti sentieri e si va in ricognizione pel paese. I sentieri fiancheggiati da due muraglioni di neve, più o meno, danno adito a una sola persona; e spesso si è costretti ad abbracciare una persona cordialmente antipatica, e, più in là, una forosetta, per mancanza di equilibrio, vi somministra una doccia gelata, facendovi cadere sulle spalle una conca d'acqua. Continuando la perlustrazione, vi sembra di essere divenuti giganti, perché guardate con indiscrezione nelle cucine e nelle camere... Nei boschi le sole cime dei faggi spuntano fuori... Il corriere postale è rimasto sospeso per ben dieci giorni, in cui si è stati segregati dal consorzio civile, uniti soltanto dal tenue filo telegrafico. Negli ultimi giorni di tale isolamento, scarseggiano le farine e il sale; quindi riduzione della vendita, e non si accordano più di due soldi di sale per famiglia. Altro che periodo di assedio!... Quando l'ira degli elementi comincia a placarsi, l'Autorità municipale organizza una spedizione verso Carovilli, dov'è la stazione ferroviaria. Sono requisiti venti robusti nostri montanari che partono insieme con la corriera postale per ritirare le corrispondenze arretrate e rifornire di sale e di altro il paese. Il viaggio è oltremodo faticoso, e i montanari si alternano nell'aprirsi un varco tra la neve. Per fare 21 chilometri, impiegano un'intera giornata: un'altra giornata pel ritorno... Ricomincia il nevischio. Si teme per le sorti della carovana. Il Municipio manda rinforzi, mentre le campane suonano a stormo. La gente corre numerosa verso l'eremo della Madonna di Loreto... Finalmente, dopo affannosa aspettativa, giungono i reduci da Carovilli, trafelati, con le facce paonazze e coi ghiacciuoli attaccati ai baffi e alle sopracciglie... Le nevi che si sciolgono da Monte Capraro formano il Lago di Mingaccio con isolotti ghiacciati».

  • A. De Nino, Bellezze naturali di Capracotta, in «Il Secolo XX», V:7, Milano, luglio 1906, pp. 550-552.

Intitolazioni a Giovanni Paglione:

  • Sala "Giovanni Paglione", Sci Club Capracotta, p.zza S. Falconi 4, Capracotta (IS);

  • Via Maestro Giovanni Paglione, Capracotta (IS).

Scritti di Giovanni Paglione:

  • G. Paglione, Ai cittadini di Capracotta. Note polemiche in risposta al sig. Raffaele Conti, Sammartino e Ricci, Agnone 1920.

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