GIUSEPPE CORDERO LANZA DI MONTEZEMOLO

(Roma, 26 maggio 1901 - 24 marzo 1944)

Comandante del Fronte Militare Clandestino

Il racconto di Manfredi conferma: «Quando seppi dell'attività di mio padre lo raggiunsi a Roma e, da sergente allievo ufficiale qual ero, mi misi a sua disposizione. Mio padre mi disse semplicemente "sappi che se ci prendono ci fucilano" ma, di fronte alla mia insistenza, mi incorporò al Comando del Fronte militare clandestino di Roma, che era formato da lui, dal colonnello Pacinotti, dal tenente colonnello Ercolani e dal diplomatico Filippo De Grenet. Per mezzo di una organizzazione che si stava formando mi furono dati documenti di riconoscimento falsi, con nome falso ed età inferiore alla reale [Manfredi Conti da Capracotta, sfollato a Roma, classe 1927, N.d.A.]. In un primo tempo fui incaricato di tenere i collegamenti con il senatore Motta, governatore di Roma ancora in carica. Questo mio compito durò fino a quando il senatore Motta fu arrestato e deportato nell'Italia Settentrionale. Successivamente la mia attività principale fu di portare e ricevere messaggi che la radio clandestina, cambiando di località tutti i giorni, riceveva e trasmetteva al Comando supremo, in quel momento a Brindisi».

  • M. Avagliano, Il partigiano Montezemolo. Storia del capo della resistenza militare nell'Italia occupata, Dalai, Milano 2012, pp. 203-204.

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