ILLUSTRAZIONE DI UN DIPLOMA DI ODERISIO CONTE

di Natale Maria Cimaglia (1735-1799)

Sarebbe a dichiararsi quali i confini fossero del Contado di Sangro. Il Signor Duca di Aquara non vidde, che Borrello padre del nostro Oderisio fu Conte di Sangro: che a Borrello successero i di lui figli Borrello, e Oderisio: che Borrello II ebbe Gualtieri suo figlio in successore: e Gualtieri Attone suo figlio: come il nostro Oderisio ebbe in successori Berardo, e Oderisio suoi figli. Tutti costoro in-distintamente si dissero Conti di Sangro. Il vecchio Borrello fondò il monistero di S. Pietro d'Avellana, dotando il nuovo monistero di fondi vastissimi, tra' quali dodeci casali, e sei chiese, posti in Capracotta, nel Vasto, ed in altri paesi lontani da Sangro. Il giovane Borrello, vivendo suo padre, si dice Signore di Pietrabbondante. Berardo figlio di Giovanni, e nipote del vecchio Borrello possedeva la terra delli Schiavi, ed Agnone. Il nostro Oderisio si dice abitante di Berbensano, e della terra di Bagnuoli: Gualtieri figlio di Borrello II dona quattro feudi a S. Pietro d'Avellana. Di Borrello II potrebbe affermarsi, ch'egli s'intitolasse conte di Molise, nel qual Contado possedeva indubitabilmente vasti beni. La terra di civita Borrello indica il principato del suo Signore. Vale il dire, che 'l Contado di Sangro si estendeva per tutto l'intiero contorno del monte Majella da levante, mezzogiorno, e ponente, fino alle montagne, che discendono nella regione, ch'oggi diciamo terra di lavoro, e fino ad Isernia, la quale aveva un Conte di altra diversa schiatta. E ciò basti per una giusta idea della persona del nostro principe Oderisio.

  • N. M. Cimaglia, Illustrazione di un diploma di Oderisio Conte dato alla badia di S. Giovanni in Verde nell'anno 1068, Napoli, 1780, pp. 13-14.

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