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LA PENISOLA CONTROMANO

di Mario Tozzi (1959)

Non è però così singolare la tradizione casearia per cui Agnone è diventata la patria del caciocavallo, che qui raggiunge vette di sapore difficili da riscontrare altrove. Il nome deriva dal fatto che le forme vengono messe a stagionare a coppie, legate da una corda cerata, a cavallo di un bastone di legno: ad Agnone questo formaggio fresco può stagionare anche un anno e acquistare quel sapore forte, un po' pruriginoso al palato, che lo rende unico. Quando spaccate in due un caciocavallo stagionato di Agnone vi accorgete subito della particolarità della sua pasta: mille piccoli fori testimoniano il processo di stagionatura in corso, se per caso l'olfatto non vi avesse aiutati ad apprezzare il tempo trascorso. Caciocavallo in spalla, potete pellegrinare per alcune chiese seicentesche di un certo rilievo, ma forse è il caso di spingersi fino alla vicina Capracotta, non tanto perché si tratta di uno dei comuni più alti d'Italia (1.421 metri, neanche si fosse sulle Alpi), quanto per verificare la famosa affermazione di Alberto Sordi nel film "Il conte Max", con Vittorio De Sica, a proposito del fatto che con mille lire del tempo si sarebbe potuta fare una vacanza di un mese a Capracotta, contro un solo fine settimana a Cortina. Oggi le mille lire non esistono più, ma Capracotta resta una meta da tenere in considerazione, non solo per lo sci (qui nasce uno degli sci club più antichi d'Italia), ma per il patrimonio naturalistico di boschi secolari di faggi e di lupi appenninici. Che, forse per via delle campane, si tengono lontani da Agnone.

  • M. Tozzi, La Penisola contromano, Touring Club Italiano, Milano 2026, p. 155.

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