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LUCIANO DE PAOLA

(Capracotta, 2 febbraio 1928 - Venafro, 9 novembre 1983)

Confratello di san Pio da Pietrelcina

Padre Pio, nel partecipare al momento conviviale, stava attento a quanto avveniva o si diceva a refettorio. In un pomeriggio d'invemo padre Luciano da Capracotta e padre Marcello Lepore, giovani sacerdoti, per allentare un po' la tensione del lavoro, che svolgevano intorno a Padre Pio, decisero di fare un'escursione sulla montagna che sovrasta il convento. L'aria era gelida e, per riscaldarsi, pensarono bene di portarsi dietro una bottiglina di centerbe, un liquore abruzzese che raggiunge i 75 gradi alcolici. Salendo, ogni tanto assaggiavano un piccolo sorso; ed il freddo si avvertiva meno. Il giorno dopo ognuno va al lavoro: padre Marcello mette ordine al confessionale delle donne, che quella mattina sembrano particolarmente irrequiete, tanto che è costretto ad alzare sovente la voce, per ridurre alla calma le più vivaci. A mezzogiorno si va a mensa. Lo stesso padre Marcello assaggia i cibi e si accorge che la lingua è insensibile ai sapori. Grida a padre Luciano che mangia di fronte a lui, sull'altro lato del refettorio, alludendo al liquore: «Sento la lingua come bruciata». Interviene Padre Pio: «È perché stamattina hai parlato troppo al confessionale!». Lui, che di solito ha la battuta facile, non replica; dice tra sé: «Meglio che mi sto zitto, altrimenti prendo il resto».

  • M. Iasenzaniro, Padre Pio: profilo di un santo, vol. II, Padre Pio da Pietrelcina, San Giovanni Rotondo 2009, p. 110.