LETTERATURA CAPRACOTTESE
GARE DI SCI A CAPRACOTTA
Istituto Nazionae Luce (1929)
"Gare di sci a Capracotta"
GARE DI SCI A CAPRACOTTA
Istituto Nazionae Luce (1929)
"Gare di sci a Capracotta"
IL RATTO DI BECKENBAUER
Flop TV (2009)
"La villa di lato"
di Maccio Capatonda (1978)
IL RATTO DI BECKENBAUER
Flop TV (2009)
"La villa di lato"
di Maccio Capatonda (1978)
IL RATTO DI BECKENBAUER
Flop TV (2009)
"La villa di lato"
di Maccio Capatonda (1978)
IL RATTO DI BECKENBAUER
Flop TV (2009)
"La villa di lato"
di Maccio Capatonda (1978)
VIRGILIO JUAN
CASTIGLIONE
Le arie popolari musicate da artisti capracottesi
NUNZIO
BACCARI
(1666-1738)
ALFONSO
FALCONI
ALFONSO
FALCONI
ALFONSO
FALCONI
NUNZIO
BACCARI
(1666-1738)

NELLA PALUDE DEL PADRE
di Eraldo Affinati (1956)
Forse sentivo in lui l'orfano che era stato da quando, dopo il terremoto del 1915, rimase da solo con il fratello Romolo e la nonna Maria Vincenza. Ne aspiravo l'odore aspro e scostante, l'aria immusonita del bambino scontroso che vive da solo. Lo annusavo nei libri e nei luoghi: a Pescina, dove nacque ed è sepolto; a Roma, nell'istituto Pio X da cui, dopo la sua fuga, venne espulso; nel collegio di Sanremo, lì condotto da don Luigi Orione; a Mosca, che visitò a soli ventuno anni scoprendo fra i primissimi le crepe del totalitarismo sovietico; a Zurigo e Ginevra, città dell'esilio straniante e rivelatore, ma soprattutto nella quintessenza poetica del suo personaggio chiave e ricorrente, il cafone che si sveglia quando ancora è buio e col mulo carico parte verso i campi seminascosti nei vapori dell'alba, sotto gli occhi del figlio futuro scrittore, tenendo insieme nel canestro la bottiglia di vino rosso ed il tozzo di pane duro, nel cuore profondo degli Abruzzi idealizzati da Ernest Hemingway in Addio alle armi.
A dirla proprio tutta, il cappellano che invita il tenente americano, Frederic Henry, a visitare la regione dichiara di essere di Capracotta che sta in Molise. Comunque sempre nel Regno delle Due Sicilie, radice del mio bisnonno paterno, che è stato per secoli, come ho sottolineato, il vero elemento unificatore: la passione infranta che tiene unite Foggia e Napoli, L'Aquila e Isernia, Bari e Reggio Calabria, Matera e Palermo, l'individualismo selvaggio e lo sconforto atavico di tutta l'Italia meridionale, nell'itinerario geografico e sentimentale percorso dai miei genitori quando erano venditori ambulanti.
Sarà questo a farmi amare Silone? Dopo aver scoperto in un documento anagrafico che il padre della nonna Elisa, Giacomo Affinati, era nato a Scurcola Marsicana, a due passi da Pescina, ho avuto un'illuminazione. Essendo cresciuto accanto a chi aveva spento tutti gli interruttori, sono abituato ad avanzare con la benda nera legata intorno agli occhi, ciò mi rende particolarmente sensibile a ogni nuovo spunto, sia pur piccolo, che non esito a raccogliere nel tentativo di metterlo a frutto.
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E. Affinati, Nella palude del padre, Feltrinelli, Milano 2026, pp. 166-167.