OSMAN CARUGNO

(Capracotta, 27 marzo 1903 - Rimini, 5 marzo 1975)

Maresciallo dei Carabinieri e​ "Giusto tra le Nazioni"

A Bellaria sulla costa adriatica, il maresciallo dei carabinieri Osman Carugno partecipò, insieme all'albergatore Ezio Giorgetti, al salvataggio di un gruppo di profughi ebrei originari della Iugoslavia, spediti in Italia in residenza coatta in condizione di internati liberi ad Asolo in provincia di Treviso.

  • I. Gutman et al., I giusti d'Italia. I non ebrei che salvarono gli ebrei: 1943-1945, Mondadori, Milano 2006, p. 91.

«Era una questione di coscienza», ha sempre detto negli anni successivi, cercando di spiegare le ragioni della sua scelta. Si rende conto, tuttavia, di non poter gestire la situazione da solo. Prima di tutto si confida con la moglie. Non può tenere all'oscuro proprio Libia: sa bene che la sua decisione coinvolge direttamente anche lei. Ed ha bisogno non solo del suo consenso, ma del suo sostegno morale e di tutto il suo aiuto. Libia è molto preoccupata: manifesta subito le sue paure e la sua cautela, ma, come Ezio, capisce che tirarsi indietro significa, con ogni probabilità, «condannare quelle famiglie». Tuttavia l'aiuto di Libia non basta. Occorre una copertura più vasta. Così, il giorno stesso in cui ha raccolto la confessione di Neumann, senza dirgli niente per non allarmarlo, Ezio ne parla con il maresciallo Osman Carugno, che comanda la stazione carabinieri. È un amico e sa di potersi fidare. Carugno è a Bellaria dal 1938. Quarantenne, di origine meridionale, conosce bene la zona perché nei quattro anni precedenti ha prestato servizio nella vicina Savignano sul Rubicone. La moglie, Linda Zazzarini, è insegnante. Anche lui, come Ezio, ha due figli piccoli: Omar, di otto anni, nato a Savignano, e Maria Diomira, di quattro, nata proprio a Bellaria. Ma non ha esitazioni: farà tutto il possibile per aiutare quel gruppo di ebrei. Quasi a sancire questo patto segreto tra lui e Giorgetti, il giorno dopo fa sistemare al Savoia un'altra famiglia ebrea, i Leherer Deutch: padre, madre e due bambine. Arrivati a Bellaria in treno, mentre tentano di raggiungere l'Italia Meridionale, sono stati intercettati alla stazione da un carabiniere e accompagnati in caserma. E a Carugno sembra naturale, a quel punto, affidarli a Giorgetti. Il gruppo di ebrei nascosti sale così a 34. [...] Nato nel 1903 a Capracotta, in Molise, dove il padre si era trasferito per assumere l'incarico di segretario generale del Comune, Carugno appartiene a una famiglia napoletana di antichi sentimenti liberali. Sia il nonno, notaio, che il padre, avvocato, erano esponenti della nuova borghesia risorgimentale. Secondo la tradizione familiare, lui e il fratello maggiore, Oscar, avrebbero probabilmente dovuto seguire la stessa carriera del padre e del nonno, intraprendendo gli studi di giurisprudenza. Ma quando Osman aveva poco più di dieci anni, suo padre è morto e la famiglia ha subìto una serie di traversie. Così i due ragazzi, qualche anno dopo, ormai adolescenti, hanno deciso entrambi di arruolarsi nell'Arma dei Carabinieri: Oscar è diventato ufficiale, Osman è andato alla scuola sottufficiali, seguendo tutta la trafila, sino al grado di maresciallo comandante di stazione, prima nelle Marche e poi in Romagna. Un incarico che, fin dalla prima nomina, ha svolto con grande senso di autonomia, cercando di contrastare l'invadenza e le pressioni dell'apparato fascista. Nella tempesta seguita all'8 settembre, dunque, per lui schierarsi contro i tedeschi e i fascisti, rimanendo fedele al giuramento fatto al re, è una scelta obbligata.

  • E. Drudi, Un cammino lungo un anno. Gli ebrei salvati dal primo italiano "Giusto tra le Nazioni", La Giuntina, Firenze 2012, pp. 29-30.

I nostri ulivi si chiamano Osman Carugno, Carlo Ravera, Enrico Sibona e Giacomo Avenia. Dopo l'8 settembre erano tutti comandanti di Stazione, nella parte d'Italia sotto occupazione nazista: a Bellaria in Romagna, ad Alba nelle Langhe, a Maccagno sul lago Maggiore, a Calestano nel Parmense. Ricevuto l'ordine di arrestare gli ebrei, si diedero da fare per salvarne quanto più potevano.

  • R. Riccardi, Il prezzo della fedeltà. Storia di Giuseppe Giangrande, Mondadori, Milano 2016.

Intitolazioni ad Osman Carugno:

  • Albero in onore di Osman Carugno, Yad Vashem, Gerusalemme, Israele;

  • Piazza Osman Carugno, Bellaria-Igea Marina (RN).

Articoli di Letteratura Capracottese:

  1. Epigrafi di illustri capracottesi

© 2014-2020 Letteratura Capracottese di Francesco Mendozzi

Via San Sebastiano, 6 - 86082 Capracotta (IS)

*** Contattami ***