PASQUALE D'ANDREA

(Capracotta, 16 maggio 1824 - 11 luglio 1894)

Predicatore cappuccino

Andava errabondo solo la notte fra gli aspri monti che circondano il Fucino. Non gli mancava l’ospitalità, ma dovunque era scovato e costretto a fuggire. A Lecce dei Marsi volle dir messa, ma una spia lo riconobbe e le guardie furono messe alla porta. Avvertito da un amico, scappò da una porticina segreta e sotto la pioggia si ritrovò nell’aperta campagna; si avviò al lago sperando di traversarlo in barca, ma la barca non venne e, accoccolato sotto un muricciolo, tutta la notte stette ad ammollarsi sotto la pioggia torrenziale. Al mattino, una barchetta apparve e, dopo mille preghiere, il barcaolo lo condusse a Luco, ove ebbe ospitalità da gentile famiglia. Ma si sospettò qualcosa, e gli ospiti dovettero dirgli che la casa era vigilata: per fuggire egli si fece rinchiudere in un fascio di sarmenti. Caricato su un carretto e gettato con le fascine su una barca, fu condotto ad altra spiaggia. Ivi cominciò a salire sui monti infestati dai briganti. Dormiva nelle casette dei contadini e si cibava col loro pane. Un giorno si imbatté in un uomo armato di schioppo e pugnale, dalla faccia niente rassicurante. Era un brigante che si insospettì del monaco fuggiasco, il quale si schermiva dello scopo delle gite pei monti col pretesto della questua pel convento. L’uomo, col fucile spianato, gli intimò di consegnargli quanto aveva indosso. Il Padre Giuliano aveva seco una bella somma di denaro e pregò parecchio per essere lasciato libero; ma il brigante gli puntò il fucile al petto. Allora egli, con un moto rapidissimo e ardito, afferrò con la sinistra la canna dello schioppo e con la destra si gettò alla gola del brigante. La Provvidenza, diceva Padre Giuliano, mi aiutò, la presa mi venne buona (e mostrava la mano contratta e rigida). Lo atterrò in un istante e gli fu sopra col ginocchio: il brigante si dibatté invano con gli occhi fuori dalle orbite sotto le dita di ferro del frate, che non lo lasciò fino a quando non sentì irrigidirne il corpo. Pochi giorni appresso, raggiunse le colonne dei volontari garibaldini e le seguì, combattendo al Ponte della Valle, al Volturno e sotto Capua.

  • R. Conti, Padre Giuliano da Capracotta, Eco del Sannio, Agnone, 10 marzo 1895.