LA PROVINCIA DI MOLISE

di Giuseppe Del Re (1806-1864)

Due curve di rocce si distaccano dal monte Sangro: una distendesi dall'ovest all'est, e l'altra dal nord al sud: quella fa parte estrema dellam Majella, e questa va a congiungersi al Matese: ambedue cingono i lati nord-sud-ovest della provincia di Molise; contengono erti e ripidi cammini; spiccano dal nord-ovest a sud-est varie diramazioni più o meno eminenti; rendono estremamente ineguale il suolo; e lasciano qua e là precipizi, crepacci, sassi, valli, fiumi, torrenti, laghi e piani. Le loro vette sono per lo più perpendicolari; i loro strati sono sempre verticali nell'alto, ed inclinati nel basso; ed i loro depositi sono ordinariamente calcarei di grana rozza e di color cenericcio senza lustro. Di tratto in tratto vi si frammettono delle colline di sabbia quarzosa calcare nella sommità, e di marna argillosa nella base. L'esenti da frane sono tutte a strati più o meno inclinati all'orizzonte.

La più elevata delle rocce ne' confini coll'Abruzzo è il monte Sangro, che giudicando dalla sua stratificazione tutta calcarea, dalla sua opacità, e dal suo aspetto smorto e terroso, appartiene nella serie cronologica delle formazioni al periodo secondario. A misura che avvicinasi a Capracotta, a S. Pietro Avellana, a Vastogirardo, a Caccavone e ad Agnone, appare di fattura scagliosa con scarse fogliette di mica, con molte particelle di quarzo, e con qualche globetto di focaja. Tra i suoi fendimenti al nord di Capracotta vi si trovano de' pezzi di una pietra nera compatta e pesante, impregnata di ossido bruno di manganese. In poca distanza vi zampilla un'acqua solfurea con odor epatico disgustoso al pari che forte.

  • G. Del Re, La Provincia di Molise descritta e dipinta, in Album scientifico artistico letterario, Borel e Bompard, Napoli 1845, pp. 98-99.

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