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RIVELAZIONI

di Roberto Jucci (1926)

La prima tappa fu Capracotta (Isernia), dove mio padre aveva qualche buon amico e dove rimanemmo per un paio di giorni; la seconda fu Agnone (sempre in provincia di Isernia), dove si diceva che dei tedeschi non si sarebbe vista neppure l'ombra. L'ombra in effetti non la vedemmo, ma in compenso sentimmo con chiarezza i loro scarponi quando nella notte fecero irruzione nell'albergo dove dormivamo. Così scappammo da Agnone alla volta di Trivento (Campobasso), sede del vescovato retto da un prelato di una famiglia amica di Atessa.

Raggiungere Trivento era per noi di fondamentale importanza poiché, protetti dal vescovo Epimenio Giannico, avremmo potuto rifocillarci, riposarci e organizzare il passaggio delle linee, che si trovavano a circa cinquanta chilometri a sud di Trivento. Il vescovo ci ricevette e ci diede ospitalità nella sua abitazione. Trascorremmo qualche giorno dormendo in una magnifica stanza da letto e mangiando abbondantemente alla sua tavola, accuditi dalle suorine del vescovato. Una sera, purtroppo, mentre eravamo a tavola, la radio annunciò che i tedeschi avevano tolto il pastorale al vescovo di Trani perché accusato di avere aiutato persone ricercate dai tedeschi. Il nostro padrone di casa si impressionò e ci fece riprendere il cammino, offrendoci però di farci accompagnare dal suo segretario per aiutarci a ottenere ospitalità.

  • R. Jucci, Rivelazioni. Memorie di un uomo al servizio dello Stato, Giunti, Milano 2026.

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