SALVATORE DI GIACOMO

(Napoli, 12 marzo 1860 - 5 aprile 1934)

Poeta e drammaturgo​

Nel frattempo, la sua fama era divenuta grande, grazie ad un importante articolo di Benedetto Croce (1903) ed anche ai notevoli consensi ottenuti dalla sua pièce più fortunata e riuscita, "Assunta Spina"; nel 1905, aveva conosciuto in biblioteca Elisa Avigliano, una ragazza fresca di laurea, bella e gentile, intelligente e sensibile, moderna e disinvolta per quanto consentito dai tempi. Nonostante la cospicua differenza d'età, fra il poeta ormai maturo e l'insegnante in pectore nacque un amore insieme profondo e quantomai tormentato: dopo ben undici anni di fidanzamento, i due infine decisero di sposarsi e, fra alti e bassi, rimasero insieme fino alla morte dello scrittore.

  • S. Di Giacomo, Gli sfregi di Napoli. Testi storici e letterari sui bassifondi partenopei, a cura di G. Greco, Liguori, Napoli 2005, p. 8.

«Le "carte vecchie" erano un pacco di corrispondenza amorosa tra Salvatore Di Giacomo ed Elisa Avigliano, la sua futura moglie. Enzo Siciliano, venuto in possesso del grosso manoscritto, l'ha pubblicato - premettendovi una puntigliosa introduzione, dove l'attrito tra l'assunto filosofico (un po' impersonale) e un reale interesse, niente affatto spersonalizzato, per l'eros di Di Giacomo, produce impuntature quasi stridenti, malgrado la morbida eleganza. La quantità delle cose che non sappiamo è immensa, praticamente illimitata. Su questa usiamo di tagliare un piccolo quantitativo di conoscenza e informazioni che crediamo la nostra cultura. Per esempio, io avevo letto i volumi di poesia di Di Giacomo, e quindi credevo di conoscerlo. In realtà era una conoscenza di comodo, in fondo irrispettosa e interessata. Queste lettere di un fidanzamento durato vent'anni irrompono come un'alluvione sulla mia conoscenza comoda di Di Giacomo. Va bene, non toccano il giudizio ultimo, finale e sintetico sulla sua proesia. Ma la rendono altra. Lo scontro di classe che si è verificato nell'aneddoto del ritrovamento a Porta Portese delle vecchie lettere di Di Giacomo a Elisa, è in realtà all'origine di tutta la poesia digiacomiana».

  • G. Sapelli, Modernizzazione senza sviluppo. Il capitalismo secondo Pasolini, a cura di V. Ronchi, Mondadori, Milano 2005, pp. 49-50.

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