SANTI, STREGHE E DIAVOLI

di Luigi Maria Lombardi Satriani (1936)

In questa parte del Molise le festività di fine d'anno (Natale e San Silvestro) conservano ancora qualche lato caratteristico degno di nota. Oltre ai piatti di rito (ostie ripiene con mandorle, uva passita e noci; cicerchiata, cioè cubetti di pasta fritta cosparsi di miele e disposti in forma di ciambella; scippelle, di pasta lievitata e fritta; calzoni ripieni di castagne o di pasta di ceci ecc.) che allietano ogni mensa, oltre al suono degli zampognari che da Castelnuovo sciamano verso borghi, paesi e città vicine (Napoli, Roma, Isernia, Campobasso ecc.), oltre ai fuochi accesi in paese e in campagna (Sant'Agapito, Agnone) merita di essere ricordata la fiaccolata, chiamata le ntoccie (torce), che viene effettuata da Agnone in occasione della vigilia del Natale. Mentre tutto l'agro agnonese nell'oscurità risulta punteggiato di fuochi accesi dinanzi alle masserie, i giovani abitanti della campagna si riuniscono all'ingresso del paese al suono del campanone di Sant'Antonio, muniti di uno o più grossi rami di abete, che, accesi e poggiati sulle spalle, vengono portati lentamente in corteo fino alla chiesa di Sant'Antonio. Qui il corteo si scioglie con l'assegnazione di un premio al gruppo che ha la migliore torcia ed ognuno dei partecipanti si reco presso amici o parenti con il residuo della torcia ancora bruciante. Egual cosa fa chi intenzione di fidanzarsi. Se la porta è aperta, il fidanzamento è accettato; se, invece resta chiusa, è evidente il rifiuto. Qui è palese la netta derivazione da antiche festività pagane di fine d'anno legate ai culti della fertilità, poi incanalate nella massima festività cristiana. Le maitinate (mattinate) chiudono l'anno in tutti questi paesi (Rocchetta al Volturno, Carpinone, Scapoli, Capracotta ecc.). Esse vengono cantate ad ogni porta da un gruppo di persone, sempre le stesse, con un cantore a capo che porta gli auguri ad ogni famiglia, nominandone tutte le persone e augurando il buon anno; viene offerto del denaro (un tempo generi di natura). Un esempio di maitinata a Capracotta:

«Boninne bonanne,

è menute capedanne;

è menute l'anne nuove,

Ddio te guardie vacche e vuove».

  • L. M. Lombardi Satriani, Santi, streghe e diavoli. Il patrimonio delle tradizioni popolari nella società meridionale e in Sardegna, Sansoni, Firenze 1971, p. 140.

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