TEMPESTA DI NATALE

di Sandro Toni (1945)

– Magari non è Righetti, Righetti è via, d'accordo, i rumori vengono dai vicini, è la vigilia di Natale, abbiamo mangiato e bevuto, siamo stati a Messa, è già Natale, i ragazzini dei vicini sono agitati, arriva babbo Natale coi regali, no? non è questo il Natale? Fra i regali ci sono delle pistole, i ragazzi adorano le pistole, le bambine preferiscono le bambole, come si chiama, la Barbie, e le pistole dei maschietti fanno bum, quello che avete sentito voi. Va bene? Avete sentito una pistola giocattolo azionata da Pietro, o da Ignazio. A posto?

– Sì, ma...  il dottor Zanardi cercò la signora Loi con uno sguardo incerto.

– Arrigo  intervenne la signora Loi sospirando – non c'è nessuno nel palazzo. Siamo solo noi.

– Ma come sarebbe... – sbuffò Loi. – Siamo sei famiglie nel palazzo. O non so più contare?

– Al secondo piano ci siamo solo noi, perché i nostri vicini sono andati a Santiago di Compostela in pellegrinaggio, al primo piano c'è solo il dottore, perché i signori Andreani sono a fare le terme a Montegrotto, al piano terra non c'è nessuno, perché l'appartamento di Righetti è vuoto e l'appartamento vicino, quello dei Graziosi, è vuoto anche quello, perché Giacomo e Anna hanno portato i bambini, Pietro e Ignazio, a trovare i nonni a Capracotta. Totale appartamenti occupati: due.

La signora Loi tacque osservando soddisfatta l'effetto delle sue parole sul marito.

Il commissario assunse l'aria di chi riflette intensamen­te, ma in realtà non sapeva che fare. Quella storia lo stava sfinendo.

  • S. Toni, Tempesta di Natale, in S. Toni, Il gusto del delitto, Leonardo, Milano-Parma 2008.

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