TERRONISMO

di Marco Demarco (1955)

A ragione, si obietta che la Padania è nient'altro che un espediente, un artificio geopolitico. E chi lo nega? Ma qualcuno saprebbe dire dove comincia e dove finisce il Meridione? Eppure, Meridione è un concetto corrente, nessuno sta lì a misurarne i confini, a chiedersi se Sant'Agapito sia dentro o fuori. O Capracotta e Castelpizzuto.

Pur avendola nel sangue e nonostante tutto quello che ho fin qui detto, dunque, io spero che la duosicilianità non mi vada alla testa, che resti lì dov'è, buona buona, senza invadermi. Perché ci si può inorgoglire citando la storia di Renato Caccioppoli e delle Quattro giornate, ci si può divertire con gli aneddoti e la filosofia prêt-à-porter di De Crescenzo e ci si può commuovere ascoltando canzoni come "Malafemmena" o "Indifferentemente", che per certi versi la supera, perché è più assoluta, più tragicamente shakespeariana: «E damme 'stu veleno, nun aspettà dimane, ca indifferentemente, si tu m'accide, je nun te dico niente». Ma non vedo perché si debba dire: «Homo terronicus sum, et amo cumterronicos».

  • M. Demarco, Terronismo. Perché l'orgoglio (sudista) e il pregiudizio (nordista) stanno spaccando l'Italia in due, Rizzoli, Milano 2011, pp. 22-23.

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