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THE ANXIOUS TRIUMPH

di Donald Sassoon (1946)

They lived on a miserable diet: polenta with no salt, bread made with maize flour shaped as a pizza, occasionally with some lard or ricotta or stale olive oil. The food, such as it was, was often rotten. Further south, conditions were worse. Bread made with wheat flour was rare, in fact wheat consumption was fairly limited then, even in wheat-growing areas such as the northern Mediterranean. Most peasants ate bread made with maize or chestnuts. Pasta was eaten only by the more prosperous. In 1891 the health officer of Capracotta, a small town (5,000 inhabitants) in the Molise region of south-central Italy, reported that the people lived in tiny hovels, huddled together with their domestic animals: pigs, horses, sheeps, and cows. Twenty years later, in Sicily, the situation had barely improved. The Faini Parliamentary Commission (1907-10) noted that in a typical peasant home animals and humans slept together: the grandparents, the children, the grandchildren, the mule, the donkey, the chickens, and sometime the pig. Even as recently as the mid-1930s, Carlo Levi, a doctor and painter exiled in the Italian rural south for anti-Fascist activities, noted in his famous account - "Christ Stopped at Eboli" - that the local inhabitants appeared quite alien to him (as he appeared to them).

  • D. Sassoon, The Anxious Triumph. A Global History of Capitalism: 1860-1914, Penguin, London 2019.

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IL TRIONFO ANSIOSO

trad. di Paolo Lucca

Avevano un'alimentazione poverissima: polenta senza sale, una schiacciata di farina di mais detta "pizza" e, di tanto in tanto, un poco di lardo o ricotta o olio d'oliva rancido. Spesso il cibo era avariato. Più a sud, le condizioni erano peggiori. Il pane di farina di grano era raro (il consumo di grano era piuttosto ridotto all'epoca, anche nelle aree in cui questo cereale era coltivato, come il Nord del Mediterraneo). La maggior parte dei contadini mangiava  pane preparato con farina di mais o castagne; la pasta era consumata solo dai più ricchi. Nel 1891, l'ufficiale sanitario di Capracotta, un piccolo centro molisano (5.000 abitanti), riferiva che la popolazione viveva in minuscole capanne, ammassata insieme agli animali che allevava: maiali, cavalli, pecore e mucche. Vent'anni dopo, in Sicilia, la situazione era appena migliorata. La commissione parlamentare presieduta da Faini (1907-1910) osservò che in una tipica casa contadina animali e uomini dormivano insieme: nonni, figli, nipoti, mulo, asino, galline e, di tanto in tanto, un maiale. Anche in epoca più recente, a metà degli anni Trenta, Carlo Levi, medico e pittore condannato al confino nel meridione rurale per attività antifascista, notava nel suo celebre romanzo "Cristo si è fermato a Eboli" come gli abitanti del luogo gli apparissero estranei (come del resto anche lui appariva a loro).

  • D. Sassoon, Il trionfo ansioso. Storia globale del capitalismo: 1860-1914, Garzanti, Milano 2022, p. 86.