TRAVERSO L'ABRUZZO

di Eugenio Azimonti (1878-1960)

Non più l'appoderamento diffuso della zona settentrionale della provincia; non più il territorio totalmente arborato delle colline prospicenti l'Adriatico, ma bensì i centri abitati appollaiati in cima ai colli con la popolazione rurale ivi accentrata a guisa del Mezzogiorno.

Si intravedono all'orizzonte, verso sud, i monti di Capracotta con la loro caratteristica sagoma; il Molise non è lontano. E col Molise si entra decisamente in quello ambiente agrario tipicamente meridionale che nell'Abruzzo chietino a mala pena si incomincia a delinare. Nel Molise, l'economia agricola permane imperniata, purtroppo, sul grano, che il clima avversa.

In Abruzzo dove maggiore è il progresso, il grano passa in linea secondaria e sono le frutta, gli ortaggi, l'uva da tavola o da vino, l'olio d'olive, il bestiame ecc. che formano la spina dorsale dell'economia rurale. Un Paese tanto vario, dove dolce, dove aspro o selvaggio addirittura, con gente laboriosissima, attaccata tenacemente al proprio suolo per quanto ingrato, deve cercare in tutte le più svariate colture erbacee ed arboree, coltivando per l'esportazione, oltre e più che per nutrire direttamente la propria popolazione, le risorse maggiori dell'agricoltura.

  • E. Azimonti, Traverso l'Abruzzo, in «L'Italia Agricola», LXI:4, Roma, 15 aprile 1924, p. 168.

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