L'ULTIMO ABELE

di Massimo Della Penna

– Ma avete visto Douglas come guarda la segretaria? Secondo me se l'è portata in barca e l'ha sventolata come una bandiera.

– Omnia munda mundis.

– Cioè... tutto il mondo è paese?

 –Ignorante, è latino e significa "Tutti mondano i mandarini". Beh, comunque la barca di Douglas è una zattera vicino al mio mille piedi.

– Io ho una barca così grande che per andare da Crotone a Milazzo ho dovuto girare intorno all'intera Sardegna.

– Non potevi passare per lo stretto di Messina?

– Non ci passa.

– La mia barca è solo settecento piedi, direi parva sed apta mihi.

– Scusate, il cliente mi chiede a che ora atterri domani.

– I dialoghi tra partner sono come coiti, non vanno mai interrotti.

Parole sagge. I suddetti dialoghi durano trenta secondi, imbrattano, sono pieni di suoni gutturali senza senso e l'unico aspetto positivo è che prima o poi arrivano, alla fine, proprio come un coito. Quindi proseguo:

– Scusate, ripasso quando avete finito di eiac... ehm, parlare.

– Ormai ci hai interrotto... comunque rispondi tu per me.

– Ma non so né che volo prendi, né per dove, né quando!

– E allora informati meglio, e visto che ci sei prenotami il volo.

– Che volo? Per dove? Per quando?

– Qui le domande le faccio io. Perché non ho ancora il biglietto?

– E io che ne so?

– Non sai mai un cazzo. Allora il primo volo per Capracotta.

– Ma non c'è nessun aeroporto a Capracotta!

– Est modus in aerobus.

– C'hai sempre la scusa pronta per non fare un cazzo.

È bello sentirsi apprezzati.

  • M. Della Penna, L'ultimo Abele. Storia di un'ossessione, Della Penna, Torino 2015, p. 136.

© 2014-2020 Letteratura Capracottese di Francesco Mendozzi

Via San Sebastiano, 6 - 86082 Capracotta (IS)

*** Contattami ***