• Letteratura Capracottese

La casa cantoniera di Staffoli


La ex casa cantoniera di Staffoli.

Il Consiglio provinciale di Molise, presieduto dal prefetto Emilio Caracciolo e convocato in sessione straordinaria per sabato 17 settembre 1881 nella grande sala della Prefettura di Campobasso, era chiamato a deliberare su ben 75 ordini del giorno, tra cui la «domanda della Giunta municipale di Capracotta perché sia costruita una piccola casa cantoniera nel punto in cui la strada obbligatoria di quel Comune s'innesta con l'Aquilonia». La domanda all'autorità provinciale era stata fortemente voluta da Nicola Falconi (1834-1916), l'indimenticato uomo politico di Capracotta, attivo su ogni fronte pur di creare sviluppo nelle aree interne dell'Alto Molise a partire dalle grandi infrastrutture di collegamento.

Soltanto durante la quarta tornata di giovedì 22 settembre la questione venne discussa dal Consiglio e, a prender per primo la parola, fu Ottavio De Salvio (1848-1898) di Macchiagodena, nominato supplente di fresco per il Circondario d'Isernia. Volendo forse mettere in mostra le proprie capacità oratorie e saggiare il proprio peso politico, De Salvio, ammettendo che «sulla opportunità e necessità di tale costruzione egli, poco pratico com'è, anzi affatti ignaro di quei luoghi, non oserebbe portare alcun giudizio», si schierò a favore del progetto di Falconi e della costruzione della casa cantoniera, sostenendo che «tenuto conto dei precedenti e delle disposizioni adottate sopra altre domande dello stesso genere, non gli pare giusto non accogliere ora quella avanzata da Capracotta». In realtà il De Salvio invitò il Falconi a dare ulteriori delucidazioni sull'utilità e i costi di quel progetto.

E il nostro deputato, componente ordinario del Consiglio provinciale di Molise, una volta chiamato in causa, fu molto chiaro nelle sue tesi. Falconi ci tenne innanzitutto a precisare che non era «nel tenimento di Capracotta il punto designato per la costruzione della casa cantoniera», bensì a Staffoli, «un punto situato a 15 chilometri da Capracotta ed Agnone, ed a 10 circa da Pescolanciano, Pietrabbondante e Vastogirardi. In esso convengono ben quattro importanti strade, ed ivi si raccolgono i corrieri di tutti e cinque quei Comuni in attesa del passaggio della vettura postale per rilevare la corrispondenza». Giustamente, il Falconi fece leva sul fatto che i comuni interessati raggiungevano la ragguardevole popolazione di 22.196 abitanti e che quindi «a mille metri dal livello del mare, quei poveri sventurati mettono in giuoco nientemeno che la vita allorché nella stagione invernale son colti dalle nevi e dai gelidi venti boreali». Il preventivo economico sarebbe stato di sole £ 2.000, circa 9.000 euro attuali, una spesa lontanissima dalle cifre mostruose dello sviluppo infrastrutturale del boom economico.

La richiesta fu accolta e la casa cantoniera costruita. Nel secondo dopoguerra l'edificio venne ricostruito ed ampliato nelle forme odierne de "Il Rifugio".


Francesco Mendozzi

Bibliografia di riferimento:

  • F. Mendozzi, Guida alla letteratura capracottese, vol. I, Youcanprint, Tricase 2016;

  • Ufficio di Presidenza del Consiglio Provinciale, Atti del Consiglio Provinciale di Molise 1881, De Nigris, Campobasso 1882.

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