• Letteratura Capracottese

Corrispondenza da Capracotta


La centrale elettrica del Verrino inaugurata nel 1904.

Si è aperto all'esercizio del pubblico qui in Capracotta un Molino ad acqua da cereali degno di una città commerciale.

Viene animato dalle acque del torrente Verino, le quali mediante una tubazione forzata di m. 0,60, con una caduta di m. 20, arrivano ad una bellissima turbina sistema Girard, che ha la velocità di 300 giri al minuto primo.

La forza minima dell'opificio, in qualche mese della stagione estiva, è di 13 cavalli a vapore. Ma la costruzione d'un serbatoio della capacità di 420 metri cubici d'acqua, dà al Molino una forza nominale costante di 20 cavalli.

È corredato di due bellissimi palmenti della pietra majella e bresciana capaci d'una produzione minima giornaliera di 50 Ettolitri di farina. Il sistema di trasmissione della forza è semplicissimo: sono perciò eliminate tutte le perdite di forza dovute agli attriti d'una complicazione d'ingranaggi, e noi ci sentiamo nel dovere di fare a mezzo della pubblica stampa meritati elogi al provetto e laborioso costruttore di Molini Sig. Giuseppe Ing. Ferella di Aquila, direttore dell'opera. Maggiormente è poi degno di elogi, inquantoché lo abbiamo visto, da mane a sera, lavorare come un operaio, con piena coscienza e precisione al montaggio delle macchine, e dirigere, nel tempo istesso, così bravamente, un lavoro difficile ed importante con una squadra di operai bravi sì, ma profani di simili costruzioni.

Facciamo ancora le nostre congratulazioni col Sig. Salvatore di Tella che, con vero sentimento commerciale, ha sostenuto immense spese, per portare, nello spazio di poco tempo, a compimento un'opera che fa onore al nostro paese.

Sappiamo pure che lo stesso Sig. di Tella abbia già dato incarico al sullodato sig. Ingegnere Ferella di eseguire il progetto per l'impianto d'una dinama elettrica; ciò ci ha fatto sommo piacere e speriamo che il nostro Comune ne voglia trarre profitto per illuminare il paese, potendosi solo con l'elettricità avere qui all'altezza di mille e più metri, dove il vento è all'ordine del giorno, un po' di luce nelle ore notturne, massime nella stagione invernale tanto lunga per noi.


C.

Fonte: C., Corrispondenze: da Capracotta, in «Il Grillo», VII:31, Isernia, 27 novembre 1892.

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