• Letteratura Capracottese

Il nome del fiume Verrino


Le cascate del Verrino (foto: A. Mendozzi).

Da questa balza che s'eleva ardita

ti guardo, o Sannio mio,

e in cor mi sento rifiorir la vita

con ardente disìo.


Lo studio degli idronimi è particolarmente interessante nell'ambito degli studi sulle etimologie in quanto mantengono, non si sa bene perché, elementi di antichità e si presentano molto più resistenti e duraturi dei toponimi.

Nel nostro caso la radice -rn è un'antichissima radice etimologica che ha a che fare con l'acqua e i corsi d'acqua. Sembra essere particolarmente presente nel Centro-Sud Italia ma non solo. Se guardiamo i fiumi nella nostra zona notiamo, oltre al Verrino, il Biferno, Trigno, Volturno, Averno, Titerno, Sarno, Torano, Aterno, Turano, Tirino. Poi andando più a nord Tronto, Burano e i più celebri Santerno, Reno, Arno, e sicuramente ce ne saranno altri.

Anche il Tevere, probabilmente, ha origine da qui, può essere visto come una forma ablativa di quello che poi è rimasto come forma aggettivale tiberinus, che era anche il nome dell'antica divinità che prendeva il nome dal fiume e così possiamo intendere derivati da questa radice con la perdita della n anche, per esempio, il Sangro, il Fortore e tantissimi altri.

La radice -rn, avendo a che fare con lo scorrere delle acque, rimane anche in italiano in "torrente".

Il latino, essendo una lingua "morbida", ha abbandonato i rotacismi e per indicare ciò che ha una corrente (anche qui c'è -rn) ha preferito dire "flusso", quindi flumen. Rimangono però parole rotacizzate per riferirsi a corsi d'acqua come appunto torrente, rio, rivo, o in inglese river, dove c'è anche la sillaba ver, come d'altronde anche in Tevere.

Se quindi la parte finale di Verrino indica un corso d'acqua, la prima parte ver cosa indica? Se consideriamo che c'è anche in inglese, o anche in Tevere, che se italianizziamo tiberinus con la fonetica attuale diventa "teverino", possiamo immaginare che sia già di per sé qualcosa che ha a che fare con i corsi d'acqua, forse dalla radice dwer, rimasta nell'inglese door, porta, ma che indica anche uscita, verso (anche qui c'è ver), quindi potrebbe indicare "sorgente". Infatti il Verrino ha diverse sorgenti da dove sgorga l'acqua, pur essendo un piccolo torrente.

Per quanto riguarda l'ipotesi che derivi da "verro", il maiale, non la reputo attendibile perché come parola è di acquisizione abbastanza recente nell'italiano, soprattutto nelle nostre zone, avendo un'origine più nordica. I romani dicevano porcus, o ancora, più antico, utilizzato anche dalle popolazioni italiche, sus, da cui "suino".

In latino ver vuol dire "primavera", quindi potrebbe indicare il carattere primaverile, da disgelo, del Verrino.

Oppure la stessa parola latina ver potrebbe derivare dalla radice dwer, la porta, l'inizio dell'anno, e siccome nell'antichità la si poneva in primavera, i significati fanno ambedue parte dello stesso concetto.

Oppure ver potrebbe indicare qualcosa che ha a che fare con l'agricoltura e nello specifico con la lavorazione del terreno. Ricordiamo per esempio il Giove Veruactor degli antichi Romani (per i Sanniti verasiui, vedi Tavola Osca) a cui si sacrificava quando si sacrificava a Cerere, che aveva a che fare con il rovesciamento della terra per il maggese. Quindi in questo caso Verrino significa un corso d'acqua nella cui zona sono presenti delle coltivazioni o, per lo meno, una qualche forma di coltivazione che implichi lavorazioni del terreno, che nei fatti ci sono: la morfologia lo consente più che in altre zone limitrofe, maggiormente utilizzate per il pascolo.

Io propendo più per le prime due ipotesi, ovvero la presenza di più punti di fuoriuscita dell'acqua e il carattere più primaverile e da disgelo, ma il bello del ricercare le etimologie è proprio quello di poter vedere diversi significati, ognuno dei quali ti può aprire diverse letture, e magari a volte sono veri tutti i significati che hai trovato. Non è per esempio anche vero che nelle pozze naturali del Verrino si vanno a bagnare i cinghiali? Si, è vero. Non è forse vero che ci passò un console romano chiamato Verino? Si, è vero.

Ogni parola contiene in sé il mondo e la storia.


Riccardo Mordeglia

Bibliografia di riferimento:

  • G. d'Annunzio, Primo vere, Carabba, Lanciano 1880;

  • G. Dumézil, La religione romana arcaica, Rizzoli, Milano 1977.

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