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Scatti di Borgogna



Chi da anni scarpina durante "Les Grands Jours de Bourgogne" giura, a memoria d'uomo, di non aver mai trovato un tempo così bello. Sei giorni su sette di sole e caldo in Borgogna a fine marzo è già un evento nell'evento. Vai su e giù per le route, dalla Côte de Nuits alla Côte de Beaune e viceversa, con tagli di luce che ti fanno venir voglia di cercare le prime lacrime sui tralci potati. Oppure imitare Ansel Adams, il fotografo dei paesaggi e delle lunghe attese. Ho cercato anch'io di tenere un taccuino delle degustazioni. Ma il diario di bordo che vi propongo è fatto più di suggestioni fotografiche.

La morte e il santo patrono. I piccoli villaggi dai nomi mitici - Mersault, Gevrey Chambertin, Chassagne Montrachet, Volnay, Pommard - hanno tutti un piccolo cimitero tra le vigne. Forse sono le tombe più care del mondo. Chissà se le radici dello Chardonnay o del Pinot Noir affondano tra le croci. I vignerons di Borgogna hanno il loro santo protettore. Questa immagine l'ho vista un po' ovunque. Nella foto - ero in un'enoteca - è una statua, ma il volto del santo è ricomparso nelle cantine, nelle aziende, anche nelle case dei produttori.

Pure i francesi possono essere assai kitch. Peccato che il cognome  del proprietario del monopole rimandi a origini italiane. Bertagnà (alla francese) vanta il suo domaine nientepopodimenoché a Vougeot. Io, una insegna così l'avrei vista più a Capracotta: "Trattoria dalla sora Peppa", col biemmevvù piazzato all'entrata.

Eccolo lì, il romanzo di Gaetano Cappelli, «il Philip Roth italiano» secondo il critico letterario del Corriere della Sera D'Orrico. Tradotto in francese, il volume fa bella mostra di sè nel tempio delle librerie dedicate al vino, l'"Athenaeum de la vigne et du vin" a Beaune. Una botta di campanilismo mi sia concessa, perché sono arcisicura che i vitigni a bacca rossa davvero grandi al mondo si contano sulle dita di una sola mano. Tra questi c'è l'Aglianico.

Incantevole l'Athenaeum: non si contano gli oggetti futili legati al mondo del vino in vendita. Pensi: "Come ho potuto – io enostrippato à la page – fare a meno di un oggetto tanto indispensabile fino a ora?". È un portabottiglie da viaggio, per chi non lo avesse capito.

Alla fine della giornata la lingua somiglia a una carta abrasiva. C'hai strofinato su centinaia di tannini di vini che spesso non hanno conosciuto il diraspamento. Un rimedio niente male è stappare dello champagne. In realtà questo è un rimedio che va bene per tante cose. Provatelo con i... Fonzies.

Chiudo con i vini. Sennò che post sulla Borgogna sarebbe? Guizzi di meraviglia più che precise analisi degustative:

  1. Pommard Primeur Cru Clos des Epeneaux 2008, Comte Armand: biodinamico di grande carattere ed eleganza;

  2. Corton Charlemagne Grand Cru 2008, Domaine Bonneau du Martray: affilato come una lama;

  3. Corton Grand Cru "Clos Rognet" 2008, Domaine Mèo-Camuzet: un vino con la stola di ermellino;

  4. Corton Grand Cru "Clos Rognet" 2008, Maison Bertrand Ambroise: chiuso e austero ma che lascia intuire un lungo percorso;

  5. Corton Charlemagne 2008, Domaine Follin Arbelet: quando si dice la coerenza naso-bocca;

  6. Corton Bressandes Grand Cru 2008, Domaine Benoit Germain: schietto e anche un po' rustico, ma vibra che è una bellezza;

  7. Volnay Premier Cru Champans 2008, Domaine d'Angerville: ancora un biodinamico che ti fa sentire la terra, ma anche rabarbaro e viola antica;

  8. Puligny Montrachet Premier Cru La Truffière 2008, Bruno Colin: in bocca la scala chimica, nel senso che il minerale non ti abbandona più;

  9. Richebourg Grand Cru 2008, Domaine Thibault Liger-Belair: un coup de cœur... ma lo avevo già detto.

….io mi fermo.


Francesca Ciancio

Fonte: http://www.intravino.com/, 3 aprile 2010.

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