top of page

Dai Trotta ai D'Alessio: nuovi cognomi nella Capracotta dell'800



Nonostante i mutamenti dovuti allo scorrere dei secoli, tra i più antichi cognomi ancor oggi presenti a Capracotta vi sono: Campanelli, Caporicci, Carfagna, Carnevale, Casciero, Castiglione, Ciccorelli, Ciolfi, Colacelli, Colangelo, Comegna, D'Andrea, D'Onofrio, Del Castello, Di Bucci, Di Cesare, Di Ianni, Di Lorenzo, Di Loreto, Di Luozzo, Di Nardo, Di Nucci, Di Rienzo, Di Tella, Di Vito, Evangelista, Falcone, Fiadino, Ianiro, Labbate, Liberatore, Matteo, Mendozzi, Monaco, Mosca, Paglione, Pettinicchio, Pollice, Potena, Procaccino, Rosa, Serlenga, Tisone, Verrone e Venditti. Questi cognomi, infatti, erano diffusi nel nostro paese già nel '600.

Nel secolo successivo ne comparvero tanti altri: Angelaccio, Battista, Borrelli, Campana, Carmosino, Carugno, Casciato, Conti, Dell'Armi, Di Giovanni, Di Lullo, Di Tanna, Fantozzi, Ferrelli, Flesca, Giuliano, Policella, Sammarone, Sanità, Santilli, Sciullo, Sozio, Stabile, Vizzoca ecc.

Nello scrivere il mio saggio sulla popolazione di Capracotta in epoca napoleonica (1809-1815), mi ero poi accorto che agli albori dell'800 «vi erano alcuni cognomi che oggi non appartengono più alla popolazione di Capracotta», il che probabilmente si spiega con una precedente emigrazione, «ed altri che evidentemente non avevano ancora fatto la loro comparsa», il che è dovuto a una qualche successiva immigrazione. Sfogliando i registri dello stato civile di Capracotta del periodo 1809-99 ho quindi individuato i capostipiti capracottesi di alcuni cognomi oggi molto diffusi e che invece non lo erano affatto fino al Decennio francese.

Ad inzio Ottocento, infatti, una delle assenze che più mi aveva colpito era quella della famiglia Trotta. Il primo a portare questo cognome lo troviamo soltanto nel 1819, quando il 26 agosto il contadino Vincenzo sposa Gaetana Di Tella. Il trentaseienne Vincenzo Trotta era il «figlio maggiore della quondam Laurenzia De Nardis [...] e del padre non se ne sa alcuna notizia», nativi di Musellaro, oggi frazione di Bolognano in provincia di Pescara, dove quel cognome è tuttora molto diffuso. Si può quindi dire con assoluta certezza che i Trotta di Capracotta provengono da Musellaro e sono tutti discendenti di Vincenzo e Gaetana, dopo che il 23 febbraio 1821 questi dettero alla luce Giuseppe Nicola, il primo Trotta nativo di Capracotta.

Un altro cognome che appare a Capracotta solo nell'800 è Iacovone, la stirpe del grande bomber del Taranto. A portare quel cognome a Capracotta fu infatti il calzolaio (minorenne di anni 21) Francescantonio - nato a Caccavone dall'agrimensore Nicola Iacovone e da Beatrice Palomba - che il 24 agosto 1845 sposò la capracottese Caterina (maggiorenne di anni 30), figlia dell'usciere vedovo Francesco Pettinicchio, residente a Carovilli. Da Francescantonio e Caterina, il 20 maggio 1846, nacque Nicolamaria, il primo Iacovone nativo di Capracotta.

A metà Ottocento fa la sua comparsa anche la famiglia Perruzzi, che però in principio si chiamava Perrucci, dato che il 4 novembre 1853, nella casa comunale di Capracotta, ratificarono le nozze Domenicantonio Perrucci, un contadino trentacinquenne nativo di Montazzoli in provincia di Chieti, e la nostra Maria Giuseppa Carnevale, figlia orfana di Amico e Luisa Santilli. Dalla loro unione nacque, il 26 maggio 1855, Giuseppe, il primo Perruzzi capracottese. Va detto che sugli atti anagrafici di Capracotta il patronimico Perrucci diventa Perruzzi soltanto nel 1862, quando nascerà la seconda figlia Maddalena. Insomma, gli odierni Perruzzi provengono da Montazzoli e il loro cognome è figlio di un errore di trascrizione dell'ufficiale di stato civile di Capracotta!

Di origine molisana sono invece due cognomi giunti a Capracotta anch'essi a metà XIX secolo: si tratta di Terreri, da Pescopennataro, e di De Simone, da Agnone.

Il primo è attestato in paese grazie al matrimonio, avvenuto il 26 ottobre 1854, tra il muratore ventottenne Fioravanto Terreri, nativo di Pescopennataro, e la capracottese Raffaela Vizzoca, figlia del sagrestano Pietro. Il 12 dicembre 1856, invece, una coppia residente ad Agnone, il calzolaio Salvatore De Simone e sua moglie Olimpia De Curtis, registrarono a Capracotta la nascita del primogenito Giuseppe. Salvatore era agnonese da generazioni, in quanto era figlio del ramaio Filippo De Simone e di Rosa Savastano.

Quello stesso anno erano arrivati in paese anche i Buccigrossi: lo «stagnaro» quarantenne Giuseppe, originario di Pescocostanzo, in provincia de L'Aquila, il 22 maggio 1856 sposò Maria Bonavolta (detta Errichetta) ed esattamente un anno dopo registrò all'anagrafe la nascita del figlio Nicola, il primo Buccigrossi nativo di Capracotta. Quest'ultimo riprenderà il mestiere del padre (che non è l'idraulico che conosciamo oggi ma qualcosa di molto vicino al fontaniere), tanto che il 3 luglio 1905, «trovandosi a lavorare nella conduttura d'acqua in costruzione, detta Fonte Fredda», Nicola fu licenziato e denunciato per aver sobillato allo sciopero i suoi colleghi di lavoro.

Tra il 1857 e il 1862 appaiono altri due cognomi oggi abbastanza diffusi: Cacchione e Catalano. Il 10 giugno 1857 di quell'anno il «cardalano» (cardatore di lana) quarantunenne Raffaele Cacchione, nativo di Palena (CH), sposò Mariantonia Di Lorenzo, da cui, il 23 aprile 1858, ebbe la piccola Filomena, la prima Cacchione nativa di Capracotta. Il 12 settembre 1862, invece, il pastore Angelo Catalano, sposato fuori paese con Mariantonia Rosa, registrò la nascita di Angelarosa, la prima Catalano venuta al mondo a Capracotta. Allo stato attuale l'origine di questa famiglia risulta ahimé sconosciuta ma, grazie agli studi di Stefano Vannozzi, si può affermare che nella seconda metà dell'Ottocento era presente a Cercemaggiore.

Nel 1887 compare il primo De Renzis: si tratta del contadino Savino che, sposato fuori paese con Margherita Di Tanna, registrò all'anagrafe la nascita del piccolo Michele De Renzis, avvenuta il 7 febbraio di quell'anno. Tutti i De Renzis oggi presenti a Capracotta sono discendenti di quel Michele.

Nel 1893 è la volta dei D'Alessio, con la nascita della piccola Felicia, registrata il 4 marzo al Comune dal padre, il ramaio ventunenne Francesco D'Alessio, sposato fuori paese con la «donna di casa» Maria Carmina Policella. Felicia morirà dopo appena 7 mesi e il 5 giugno 1898 i coniugi D'Alessio daranno alla luce i gemelli Teodoro e Felicia. Visto il mestiere del capostipite Francesco, da allora in poi la famiglia D'Alessio verrà indicata a Capracotta con l'appellativo de re Cuallaràre (colui che fabbrica paioli in rame).

È risaputo che alcuni cognomi capracottesi, come Franceschelli o Merola, sono arrivati nel Novecento, ma non era altrettanto scontato che altri, oggi piuttosto diffusi, fossero posteriori al XIX secolo: penso soprattutto al cognome Beniamino, proveniente da Villetta Barrea (AQ), che ero sicuro di trovare nei registri ottocenteschi e che invece risale al XX secolo.

La ricerca, in ogni caso, continuerà...


Francesco Mendozzi

 

Bibliografia di riferimento:

  • AA.VV., Anno Domini 1656. La peste a Capracotta, Tip. Cicchetti, Isernia 2015;

  • D. Di Nucci, Capracotta 1732. Numerazione dei fuochi e dei sottofuochi, Tip. Cicchetti, Isernia 2019;

  • Echi molisani, in «Eco del Sannio», XII:14, Agnone, 28 luglio 1905;

  • J. G. Fucilla, Our Italian Surnames, Chandler's, Evanston 1949;

  • F. Mendozzi, Guida alla letteratura capracottese, vol. I, Youcanprint, Tricase 2016;

  • F. Mendozzi, In costanza del suo legittimo matrimonio. Sociologia del popolo di Capracotta desunta dai registri di stato civile napoleonico (1809-1815), Youcanprint, Lecce 2021;

  • E. Rossoni, L'origine dei cognomi italiani. Storia ed etimologia, Melegnano 2014;

  • R. Sgaramella, Dizionario dei cognomi e soprannomi di Cerignola, Leone, Foggia 1998;

  • L. A. Trotta, Della vita e delle opere di Domenico Trotta e de' suoi tempi nella Provincia di Molise, Soliani, Modena 1881;

  • S. Vannozzi, Nomi e cognomi. Le famiglie di Cercemaggiore nei secoli, Millemetri, Cercemaggiore 2008.

Comentarios


bottom of page