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Uscite nell'Alto Molise


Rilievo della grotta di Monte S. Nicola.

Molteplici uscite del Gruppo Speleologico e C.A.I. Napoli nell'Alto Molise, hanno contribuito a individuare ed esplorare alcune cavità interessanti.

Durante l'anno battute nell'area di Venafro, valle di Miranda, Capracotta, hanno evidenziato le potenzialità esplorative di queste zone ancora incontaminate "speleologicamente".

Importante è stata la collaborazione con grossi gruppi speleologici locali come quello del Matese e di Campobasso, soprattutto nelle operazioni esplorative.

L'attività regionale, tenendo costantemente occupato il gruppo napoletano, non ha permesso di approfondire la conoscenza del territorio in questione, per cui in attesa di una campagna esplorativa, riportiamo il rilievo effettuato su una prima cavità visitata nell'area di Capracotta e sita sul M. S. Nicola (1.517 m.).

 

Ubicazione

Percorrendo la strada che da Capracotta conduce ad Agnone (direzione verso Passo Regina) si giunge vicino dei grossi casolari, verso nord è ben visibile il M. S. Nicola. Salendo lungo la cresta (seguire i pali del metanodotto) si arriva in uno spiazzo (30 minuti circa a piedi), subito dopo lo sterrato aumenta di pendenza bruscamente. Proprio da questo spiazzo immettendosi nel bosco del versante nord, dopo pochi metri sotto un grosso masso vicino un canalone è la piccola entrata della grotta.

 

Descrizione

Dal rilievo della cavità trattata è possibile dedurre che la grotta di S. Nicola sia di genesi tettonica. La direzione costante est-ovest degli angusti meandri, indicano la possibile presenza di un piano di faglia lungo la stessa, inoltre le creste del M. S. Nicola anche esse direzionate a 90° N. M. affermano questa ipotesi. Oltretutto la cavità è caratterizzata da un lungo camminamento stretto e alto caratterizzato da numerosi crolli, assenti le concrezioni, attività di infiltrazione di acqua è visibile verso la zona di frana, che presenta gran quantità di fango biancastro ricco di carbonato di calcio. Interessante strutturalmente la presenza di una faglia di di rezione NW-SE che disloca il condotto per circa 4 rn. in larghezza e per 6 m. di profondità; il piano di essa immergente a 215° è ben visibile anche perché bisogna proseguire lungo questo. Non c'è dubbio allora che processi tettonici secondari siano subentrati in seguito alla attività della fascia strutturale e principale del M. S. Nicola.

L'obbiettivo esplorativo era di potersi immettere in una serie di ambienti carsici intercettando vie sotterranee di deflusso d'acqua, non trovando punti di assorbimento superficiale, l'idea era di ricercare un ingresso lungo fratture e faglie; la frana finale superabile solamente e non facilmente mantenendosi molto in alto nel meandro, non è stata ancora tentata di superare. Strutture dovute al passaggio di acqua non sono state osservate, mentre una intensa frequentazione animale (soprattutto insetti) caratterizza buona parte della cavità.

Altre grotte sono state esplorate dal gruppo nel la stessa zona (sul M. Campo), ma crolli e frane impediscono attualmente il passaggio.


Aurelio Nardella

 

Fonte: A. Nardella, Uscite nell'Alto Molise, in «Notiziario sezionale del Club Alpino Italiano», Napoli, dicembre 1997.


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