LINA PIETRAVALLE

(Fasano, 11 aprile 1887 - Napoli, 19 aprile 1956)

Giornalista e scrittrice

Io non ho veduto Capracotta colla neve perché era una giornata dell'autunno redivivo, chiara come un cristallo appena soffiato. Mi figuravo di vederla avvolta nella nebbia lattea dei paesi del gelo quand'è alle porte l'inverno. Nulla. Essa mi apparve opalina nell'aria collo sguardo sereno di chi spazia dall'alto e da lungi; e senza asprezza, assai buona. La raggiunsi in automobile per poter meglio godere la salita a grandi volute verso la sua altezza di nido d'aquila e poter battere le orme del Sannio Pentro e Caraceno d'immemorabile vetusta sapienza e semplicità nei graniti delle sue roccie sempre più scoscese e nel fosco abbraccio delle sue boscaglie sempre più chiuse. Inesplorabili ancora ed inestricabili. La strada Aquilonia, dal bel nome latino, corre con la decauville agile della tramvia elettrica che congiunge da Trivento i paesi delle alture più impervie e con la giovinezza dei suoi pensieri e dei suoi passi sfida la tenebra della foresta appenninica più intensa e bella del Molise.

  • L. Pietravalle, Nel Sannio mistico, in «La Lettura», XXIV:1, Corriere della Sera, Milano, 1° gennaio 1924, p. 43.

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