I dodici titoli della Vergine Lauretana di Capracotta
- Letteratura Capracottese
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A Capracotta, nel Santuario di S. Maria di Loreto, la Beata Vergine Maria è celebrata attraverso dodici titoli e appellativi, molti dei quali derivano dalle "Litanie lauretane" recitate nel celebre santuario di Loreto. I titoli sono affrescati, a coppie, sulle lunette laterali della navata, presenti su fasce di cotone sorrette da putti biondi e paffutelli. Va precisato che ogni lunetta, al centro, contempla una finestra, con la differenza che da quelle di destra entra la luce solare, mentre quelle di sinistra sono chiuse perché affaccianti sulla casa canonica in cui un tempo risiedeva il custode del Santuario. Tutte le lunette sono di epoca barocca e probabilmente sono quelle originali del 1622, quando l'antica cappella venne praticamente riedificata.
I primi titoli che si scorgono a destra sono quelli di Regina Martirum e di Mater Amabilis: la Regina dei Martiri onora la Vergine Maria per aver condiviso la passione del figlio, simboleggiando il suo ruolo nel martirio; tuttavia, è anche Madre Amabile di tutti, poiché la Madonna è la mediatrice perfetta che intercede incessantemente presso Gesù, affinché, esaudendo le nostre richieste, possa essere glorificato il Suo nome.
I primi titoli di sinistra sono invece quelli di Refugium Peccatorum e di Salus Infirmorum: Ella, infatti, è Rifugio dei Peccatori, ovvero madre misericordiosa e mediatrice di salvezza per chi ha peccato; ma è anche Salute degli Infermi, in veste di interceditrice premurosa che porta conforto, guarigione fisica e spirituale, e speranza a chi soffre nel corpo e nello spirito.
Procedendo lungo l'unica navata, ci si imbatte a destra nei titoli di Virgo Potens e di Domus Aurea: la Vergine Potente si riferisce alla Sua incomparabile potenza spirituale e la cui intercessione benefica contro il male, descritta come una forza derivante da Dio e non propria, è capace di sostenere i fedeli nelle difficoltà; l'attributo di Casa d'Oro, poi, è metafora spirituale e liturgica profondamente legata alla Santa Casa di Loreto.
Sempre a metà navata, sulla sinistra, si legge Regina Angelorum e Sancta Maria: quale Regina degli Angeli, la Beata Vergine Maria è sovrana celeste superiore agli angeli per dignità a causa del Suo ruolo di Madre di Dio; e in quanto tale, Ella è Santa Maria.
Prima di raggiungere l'altare maggiore, sulla lunetta di destra è scritto Sedes Sapientiæ e Ianua Cœli: la Madonna è Sede della Sapienza perché è la sapienza divina incarnata, maestra di verità e dimora del Verbo; ma è anche la Porta del Cielo, perché soltanto Lei, per opera dello Spirito Santo, può trasfigurare la terra che vincola l'uomo al mondo e alla morte, e introdurlo al cospetto di Dio. A mio avviso, l'attributo di Ianua Cœli è il più potente tra tutti i titoli mariani.
L'ultima lunetta di sinistra riporta invece i nomi di Vas Honorabile e di Vas Spirituale: la Beata Vergine Maria di Loreto, insomma, è sia Vaso Onorabile che Vaso Spirituale, il contenitore in cui Dio ha posto la ricchezza e la potenza della sua grazia. In questi ultimi titoli, qualcuno ci ha voluto vedere un rimando al Santo Graal.
Ad ogni modo, che si creda o meno alla Madonna, la Beata Vergine Maria, con qualsiasi titolo La si voglia appellare, rimane un dogma sancito dal Concilio di Efeso del 431 d.C., che La riconobbe madre del Figlio di Dio fattosi uomo, un ruolo centrale di intercessione e di grazia, distinto dalla natura divina di Cristo.
Francesco Mendozzi
Riferimenti bibliografici:
G. Carugno, S. Maria di Loreto, da venerabile cappella a santuario diocesano (indagini, ipotesi, cronaca), S. Giorgio, Agnone 1993;
Coordinamento Santuari Abruzzo e Molise (a cura di), Viaggio nei santuari d'Abruzzo e Molise, Tabula, Lanciano 2007;
F. Mendozzi, Guida alla letteratura capracottese, vol. I, Youcanprint, Tricase 2016.


