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Con le ali ai piedi


Pescocostanzo... partenza con le nebbie.

Questa mattina abbiamo anticipato la sveglia per evitare il caldo del pomeriggio.

Alle 6 eravamo già in cammino con la luna alta nel cielo alla nostra destra e i primi raggi del sole dietro la montagna a sinistra, mentre la valle era coperta da una bassa e fitta coltre di nebbia.

Decidiamo di non prendere la variante su sentiero e dopo circa un chilometro e mezzo arriviamo a Rivisondoli, altra meta di turismo invernale ma, a causa della crisi, piena di case in vendita, come in tutte queste località.

Qui troviamo il primo bar aperto e ci fermiamo a far colazione.

Attraversiamo Rivisondoli passando di fronte alla Chiesa di San Nicola scendendo lungo le scale che portano alla base dell'abitato dove andiamo in cerca della ciclabile che arriva a Roccaraso.

Ci viene in aiuto una simpatica signora che ogni mattina fa la sua passeggiata tra i due paesi e ci accompagna fino alla chiesetta di San Bernardino.

Da qui, attraversato un parco giochi e fatta una piccola deviazione rispetto a quanto indicato sulla guida, prendiamo la strada per Pietransieri che raggiungiamo dopo quattro chilometri.

Il paese è stato teatro di uno degli eccidi di guerra più efferati da parte dei nazisti dove persero la vita 128 persone per lo più anziani, donne e bambini ed è ricordato da un tempio.

Da Pietrasantieri iniziamo a scendere lungo l'alberata provinciale e dopo aver attraversato le frazioni di Carceri Alte e Carceri Basse arriviamo prima di pranzo ad Ateleta.

Con grande cordialità ci accoglie Kerstin del curatissimo B&B Colle Sisto dalle cui finestre si vede il Monte Secine con di fianco Capracotta e alle sue pendici Castel del Giudice, antichi borghi già in Molise.

Prima della cena nel B&B facciamo il giro del paese salendo e scendendo lungo ripide stradine e scale che lo attraversano.

Nella parte alta, in piazza Carolina, il monumento a Gioacchino Murat fondatore del paese fatto costruire dai tanti abitanti emigrati negli Stati Uniti.

Di fronte ancora un monumento che ricorda le vittime della guerra alla quale queste popolazioni pagarono un tributo altissimo.

Terminiamo il giro del paese con un aperitivo in un pub dove mentre sorseggiamo due birre arriva, ospite inatteso ma gradito, un bel cavallo bianco!


Vania Michelotti e Francesco Ferraro

 

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