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Amore e gelosia (XV)



XV

– Amore mio, ieri sera mamma ha parlato con papà... di noi.

Stavano passeggiando per Toledo, sottobraccio. Don Salvatore di Giacomo era distratto, si beava dei saluti ampi e cortesi della gente bella della borghesia napoletana: dopo il successo di "Palomma 'e notte", la sua fama si era accresciuta ancor più, se possibile, e lui e il maestro Bongiovanni, che aveva dato un corpo musicale a quei versi bellissimi, erano diventati gli idoli della città.

– Oh scusa cara Elisa, non ti ascoltavo... vedi, lì c'è la signora Conte, di Posillipo... ci ha invitati ad andare a trovarla, ha una casa bellissima con vista su tutto il golfo...

La ragazza si irritò e il suo bel viso si corrucciò, ma subito si riprese:

– Ti stavo dicendo che ieri sera mammà ha parlato con papà che finalmente ha deciso che vuole vederci, parlarci... Tu lo sai come è fatto, te ne ho parlato. Stravede per me, e...

– E avrebbe voluto che tu sposassi un bel giovanotto di una famiglia nocerina ricca e benestante, piuttosto che un vecchierello che vive di sogni, fantasie e canzonette! È così? – fece il poeta, a metà scherzando e a metà facendo sul serio.

In verità, in quello che diceva don Salvatore c'era molto di vero. Il padre di Elisa era un uomo severo, austero e all'antica. Di canzonette non se ne intendeva molto e la fama di Salvatore Di Giacomo lo lasciava indifferente. Avrebbe voluto che sua figlia Elisa, così bella e anche così ricca, sposasse un giovane di pari grado e mettesse su una bella famigliola con una villa accanto alla sua, partorisse figli in abbondanza e tutto fosse rimasto nel solco della vita che già conducevano.

E invece, un bel giorno era venuto a sapere che c'era un uomo nella vita della sua bambina, oltretutto piuttosto avanti negli anni, un giornalista... no, uno scrittore, anzi no, un poeta e un canzonettista! roba da matti!

Aveva subito convocato sua moglie per chiedere spiegazioni e lì aveva trovato il suo nemico!

– Marito mio bello, all'amore non si pongono ostacoli! – aveva esordito la capracottara (come lui in segreto e solo con se stesso la chiamava).

– Ma hai capito chi è che vuole la nostra Elisa? no? allora te lo spiego io!

La moglie aveva un'aria sognante. Parlava di questo "Salvatore Di Giacomo" come di un genio.

– Ha scritto le più belle canzoni di Napoli, è un drammaturgo, poeta, scrittore e giornalista!

– Sì, va bene, ma che mestiere fa, come si guadagna la vita, la mattina dove va a lavorare? Come manterrà la mia figlia adorata, sapendo poi che in quanto a vestiti e altro la nostra Elisa costa, e quanto costa!

– Non preoccuparti, oltre tutto queste belle cose, è anche bibliotecario emerito alla biblioteca nazionale di Napoli. È lì che Elisa lo ha conosciuto, era andata a fare ricerche proprio su di lui, per la sua tesi.

– Una tesi di laurea su questo... Di Giacomo? Ma allora è davvero...

– Sì, è davvero un uomo famoso e un grande poeta, e vuole venire a parlarti. Devi riceverlo... Il giudice cedette, non c'era speranza con sua moglie.

– Va bene, va bene... ma dico io, c'era quel bel giovane di Nocera, come si chiamava... ha fatto il pazzo per Elisa, io ero davvero contento, un'ottima famiglia...

Poi si accorse che parlava da solo, la moglie se n'era andata, forse stava già nella stanza della figlia a complottare.

Le donne!


Francesco Caso



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