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Arciprete Don Matteo Brunetti


Don Matteo Brunetti (1883-1938).

Don Matteo Brunetti nasce ad Alfedena (AQ) nella casa avìta di Borgo Veroli 6, dal m. Annibale, artista scalpellino in servizio per l'ornato alla Fabbrica di San Pietro in Vaticano (1850-1894) e da Rachele di Laura Frattura, genitori di dieci figli, il 3 maggio 1883.

Tenuto al fonte battesimale col nome del nonno, Matteo (benestante, proprietario dell'intero fabbricato e di cospicue aree terriere in Alfedena), maestro di scuola. Fu avviato dopo le elementari, dagli zii ecclesiastici (fratelli del padre Annibale), il Reverendo Don Gaetano Brunetti, Religioso Missionario della Congregazione di San Gaspare del Bufalo, ed Arciprete Don Filippo Brunetti Parroco di Alfedena (decorato al Valor Civile per l'opera prestata durante l’epidemia colerica che colpì Alfedena e gli Abruzzi nel 1884), alla vita ecclesiastica.

Nel 1894 fu ammesso al Seminario Diocesano di Trivento, segnando così la tradizione familiare che diede nei secoli ed anche nelle precedenti generazioni, dal '700 e '800, numerosi sacerdoti di casato Brunetti. Ricevuta l'ordinazione sacerdotale nel 1910, restò in servizio al Seminario di Trivento. Nel 1915, fu chiamato alle armi come Cappellano Militare con il grado di Tenente. Seguì tutte le vicissitudini dei fronti di guerra fino alla vittoria di Vittorio Veneto del 4 novembre 1918.

Tornato in sede ad Alfedena, con dignità di canonico, fu nominato Curato Parroco di Civitella Alfedena. Officiò altresì in Villetta Barrea, in Diocesi di Montecassino. Promosso alla dignità ecclesiastica di Arciprete fu incardinato nella Diocesi di Trivento per reggere la Parrocchia di Castel del Giudice nel Molise. Ivi regge il suo sacro ufficio, contrastando la penetrazione protestantica e fondando la scuola, attuale Casa di Riposo.

Comandato ad officiare al Convento delle Suore in Capracotta il 12 febbraio 1938, si recava a cavallo percorrendo lo scosceso sentiero di montagna che congiunge Castel del Giudice alla sovrastante Capracotta, per circa mille metri di dislivello. Fu investito da violenta tormenta di neve, che lo sommerse con la stessa cavalcatura. Soccorso nella notte da carabinieri e volontari, viene riportato in canonica a Castel del Giudice assiderato, preda di nefrite acuta, cui seguì il fatale blocco renale. Ivi morì il 25 febbraio 1938.

Sepolto nel cimitero di Alfedena, ricordato con lapide all'interno della Cappella funeraria di Famiglia Brunetti, di cui il Vescovo di Sulmona autorizzò, nel 1989, l'officiatura privata della Santa Messa.


Fernando Crociani Baglioni

Fonte: F. Crociani Baglioni, Labaro e Medagliere. I Cruciani o Crociani (Crociani Baglioni) di Serravalle di Norcia nel Ducato di Spoleto, Laurum, Pitigliano 2008.

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