• Letteratura Capracottese

Gli arcipreti di Capracotta


Cinque sacerdoti capracottesi nel 1908 (foto: G. Paglione).

L'arciprete rappresentava il più elevato in grado tra i preti legati alla chiesa matrice, ovvero il maggior centro religioso (per ricevere i sacramenti e partecipare alla Messa) da cui dipendevano gli abitanti dei piccoli villaggi vicini e dei feudi a bassa densità demografica. L'arciprete era il responsabile del clero locale e dell'adorazione divina e soprintendeva ai doveri del ministero ecclesiastico. Le cappelle private, che si andavano gradualmente moltiplicando sui possedimenti dei latifondisti ed a cui erano legati alcuni presbiteri, non erano esenti dalla giurisdizione dell'arciprete. A Capracotta le cappelle private erano perlopiù sostituite dagli altari, storicamente assegnati alle confraternite o alle famiglie più agiate: Baccari, Campanelli, Carfagna, D'Andrea, Di Bucci, Di Rienzo e Mosca. L'arciprete della Chiesa Madre era dunque alla testa di tutto il clero della parrocchia ed era responsabile della corretta esecuzione dei suoi doveri ecclesiastici e del suo stesso stile di vita, improntato alla morigeratezza.

Il primo arciprete capracottese di cui si ha memoria è Berardantonio Rosa, che resse la chiesa locale dal 1522 al 1545, negli anni terribili della «mortifera pestilenza». Quello attuale è invece don Elio Venditti, nominato parroco di Capracotta nel 1997, che nel 2016 ha festeggiato il mezzo secolo di sacerdozio.

In questi 497 anni di storia Capracotta conta appena 20 arcipreti - con una media di circa 25 anni di durata ciascuno - a volte intervallati dalla reggenza di un economo curato. Il primo parroco di cui ho testimonianza scritta è Pietro Paolo Carfagna (1618-1685), colui che diede il via alla compilazione del "Catalogus omnium rerum notabilium", il registro della nostra Chiesa Madre sul quale sono appuntati eventi storici e religiosi, nascite, battesimi, matrimoni e funerali, restauri architettonici ecc., dando vita a un vero e proprio scrigno di preziose informazioni su Capracotta.

Il Carfagna è celebre per essere stato l'involontario protagonista tanto dell'epidemia di peste del 1656, ammalandosi e guarendo dopo tre mesi, quanto del saccheggio di Boccasenzossi del 9 luglio 1657, quando fu sequestrato e torturato per giorni. Discendente d'una secolare e valorosa famiglia di combattenti, il 20 ottobre 1640, con bolla del vescovo Carlo Scaglia, era anche stato nominato «rettore della Chiesa di S. Amico e della cappellania di S. Salvatore di Agnone». Pietro Paolo Carfagna fu poi il maggior promotore della ricostruzione della Chiesa Madre, un'impresa che si concluse ottant'anni dopo. È uno dei protagonisti del mio "L'inaudito e crudelissimo racconto", in cui compare come direttore del carcere nel quale sono detenuti i due preti slovacchi Giovanni Simonide e Tobia Masnizio, evasi il 1° maggio 1675 dal gruppo di condannati che da Bratislava deve raggiungere Messina. I due slovacchi scriveranno che «l'arciprete e dottore apostolico Pietro Paolo Carfagna, di cui si è già parlato, e il maestro Antonio Cauliano all'inizio, quando ancora nutrivano un barlume di speranza d'una nostra conversione - se così si può dire -, ci mandavano spesso pane, uova e formaggio, e padre Antonio tre volte ci fece recapitare perfino carne arrosto e olio».

L'arcipretura più lunga è proprio la sua (47 anni), seguita da quella di Arcangelo Di Rienzo (45 anni). La più breve porta il nome di Marcello Campanelli (5 anni), seguita dall'arcipretura di Francesco Mosca (7 anni). Per fini di consultazione, presento la lista completa degli arcipreti della nostra parrocchia dal 1522 ad oggi:

  1. Berardantonio Rosa (1522-1545)

  2. Amico Carfagna (1545-1561)

  3. Arcangelo Di Rienzo (1561-1606)

  4. Loreto Tartaglia (1606-1622)

  5. Donato Pettinicchio (1622-1638)

  6. Pietro Paolo Carfagna (1638-1685)

  7. Marcello Campanelli (1685-1690)

  8. Giuseppe Di Rienzo (1690-1710)

  9. Francesco Antonio Del Baccaro (1711-1734)

  10. Giuseppe Campanelli (1734-1766)

  11. Francesco Mosca (1766-1773)

  12. Liborio Campanelli (1774-1795)

  13. Vincenzo Campanelli (1803-1833)

  14. Achille Conti (1836-1846)

  15. Agostino Bonanotte (1847-1889)

  16. Filippo Falconi (1889-1917)

  17. Leopoldo Conti (1919-1945)

  18. Nicola Angelaccio (1945-1967)

  19. Geremia Carugno (1967-1997)

  20. Elio Venditti (1997-oggi)


Francesco Mendozzi

Bibliografia di riferimento:

  • G. Carugno, La Chiesa Madre di Capracotta, S. Giorgio, Agnone 1986;

  • G. Masciotta, Il Molise dalle origini ai nostri giorni, vol. III, Di Mauro, Cava de' Tirreni 1952;

  • F. Mendozzi, Guida alla letteratura capracottese, voll. I e II, Youcanprint, Tricase 2016-2017;

  • F. Mendozzi, L'inaudito e crudelissimo racconto della prigionia capracottese e della miracolosa liberazione, Youcanprint, Tricase 2018;

  • A. Mosca, Monografia su Caprasalva (Capracotta), Lampo, Campobasso 1966;

  • N. Mosca, Libro delle memorie, o dei ricordi, Capracotta 1742-1947.

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